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Salvini spiana la strada a un governo con i grillini “Sventato l’inciucio Fi-Pd”

Scarica Romani e vota la Bernini, salta il patto con gli alleati. Il leader leghista: «Pensavano che non fossi io il leader»

Segretario Matteo Salvini, 45 anni, è il segretario della Lega dal dicembre 2013; è stato deputato ed europarlamentare

AMEDEO LA MATTINA ROMA

Dopo una giornata campale, conclusa con i clamorosi voti dei senatori leghisti alla forzista Anna Maria Bernini, Matteo Salvini è ancora carico di adrenalina mentre va in macchina a casa della fidanzata Elisa Isoardi. «Sono due giorni che cerco di convincere Berlusconi a non fossilizzarsi sulla candidatura di Romani. Gli ho spiegato che nel voto segreto dell’urna non abbiamo la sicurezza di spuntarla e che può finire che Pd e 5 Stelle fanno un accordo e ci fregano. Berlusconi non si fida di me? Lui pensa che io non sia leale al centrodestra e voglia inciuciare con Di Maio? Non so più cosa fare e dire per farlo ricredere, anzi a non credere a quei suoi consiglieri che stanno avvelenando i pozzi del centrodestra. Sono gli stessi che fanno di tutto, loro sì, per inciuciare, ma con il Pd. Sono convinto che si possa ancora trovare una soluzione su un terzo nome, sempre di Forza Italia, perché, attenzione, io mi sono mosso dentro il perimetro del centrodestra e non mi muovo di un millimetro da un nome di Forza Italia, mica sto battagliando per un candidato della Lega».  

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Salvini sa di avere fatto la mossa del cavallo che tira calcioni a zio Silvio, di avere dato una chiara e forte prova di leadership. Il capo della Lega ha messo in conto pure lo scenario peggiore, che Giorgia Meloni sta cercando di evitare a ogni costo: la deflagrazione del centrodestra, quello che la stessa leader di Fdi chiama il rischio di un «liberi tutti». «Meglio fermarsi un attimo, azzerare i nomi e trovare una candidatura comune», spiega Meloni che ha lanciato «l’ultimo appello» prima del burrone. Salvini non esclude che alla fine il centrodestra si ricomponga su un terzo nome, sempre di Fi, quello di Maria Elisabetta Casellati, che l’ex Cavaliere si pieghi. Non sembra che da Palazzo Grazioli ci sia aria di arrendevolezza, anzi soffia tempesta, di ira funesta da parte di Berlusconi. «Vedremo – minimizza Armando Siri, consigliere di Salvini -, noi intanto abbiamo indicato il modo per uscire da un impasse ed evitare di rimanere schiacciati da un accordo 5 Stelle-Pd». Giancarlo Giorgetti addirittura afferma che la reazione di Berlusconi («Il vostro è un atto ostile») sia «esagerata». «Gli abbiamo fatto un favore. Noi abbiamo solo fatto un passo indietro, una scelta responsabile e chiediamo a tutti gli altri di fare altrettanto. Il nome può anche non essere quello della Bernini, deciderà Berlusconi. Non abbiamo nulla contro Romani, lo avremmo votato ma dobbiamo uscire da questa situazione di stallo, serve buonsenso. E comunque ci muoveremo per un governo di centrodestra». .. continua su:

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