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Silvio e Matteo una poltrona per due leader

ANSA

FRANCESCO BEI http://www.lastampa.it/

Adesso che lo strappo tra Berlusconi e Salvini si è consumato, sarebbe facile andare a ritroso a cercare le tracce di un esito che sembrava scritto. I mesi di incontri mancati, le punzecchiature continue, l’irrisione sui candidati premier «a capocchia» lanciati da Berlusconi, le polemiche sulla Merkel e il gelo su Tajani. Certo, è ancora possibile che la notte porti consiglio e gli (ex?) alleati convergano stamane su una candidatura unitaria alla presidenza del Senato. Possibile, ma allo stato improbabile.   

Perché la frattura che si è consumata ieri non ha a che fare solo con la tattica, ma di tutta evidenza chiama in causa un problema di fondo: la leadership del centrodestra. In maniera persino brutale da ieri si è capito che la leadership di Salvini non è una gentile concessione di Forza Italia. È un fatto. A cui Berlusconi può reagire in due modi. Lasciando da parte l’orgoglio ferito, può accettare l’offerta di una presidenza su cui Salvini è stato capace di far convergere i grillini. Oppure può anche lui ritirarsi sull’Aventino, di fatto spianando la strada a un governo M5S-Lega.