Di Cristina Saracano Alessandria

Foto: la Repubblica

È passato più di un giorno, ho saputo della sua scomparsa chiacchierando al bar.

Poche ore e la notizia si è diffusa, si sa, in questi casi, cosa si sente dire “Era una brava persona.”

Ma lui lo era davvero: col suo sorriso nei programmi per ragazzi, si era conquistato la fiducia di Michele Guardi’, alla fine degli anni Ottanta, per condurre un programma per adulti, aveva detto che non poteva esserne all’altezza, invece, lo era, eccome.

Chi piace ai bambini non può essere cattivo.

E dopo, padrone dello schermo in prima serata con Scommettiamo che, una vita sentimentale teneramente vissuta al fianco di una moglie più grande di lui. Una coppia che si completava.

Le storie finiscono e nascono nuovi amori, una nuova moglie, una bella figlia. Ancora troppo piccola, che peccato che non la possa veder crescere.

La folla davanti alla camera ardente dimostra che la frase di circostanza “era una brava persona” è viva e vegeta nei cuori degli italiani.

E io, ieri sera, quando l’ho sentito canticchiare e suonare al piano Vasco Rossi, mi sono un po’commossa.

Non seguo molto la televisione, non guardo quasi mai “L’eredità “, uno dei suoi cavalli di battaglia, condotto fino all’ultimo, ma a me Fabrizio, davanti a quel pianoforte, con quell’espressione sincera e umile, è piaciuto tanto.

Ciao, presentatore gentiluomo.