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ANPI: Per conoscere il fascismo: Tre incontri per docenti e studenti Comunicato post evento

Sì concluso venerdì 23 marzo il ciclo di lezioni sul fascismo dedicato a docenti e studenti, promosso dall’ANPI Casale Monferrato con il patrocinio dall’ISRAL, riscuotendo un ottimo successo di adesioni anche da parte della cittadinanza. È pertanto molto probabile che l’iniziativa venga riproposta il prossimo anno a seguito anche di richieste in tal senso.

A 70 anni dalla entrata in vigore della nostra Costituzione è stato necessario offrire l’opportunità di approfondire un periodo storico, il fascismo, di cui si torna a parlare con disinvoltura, in modo spesso elogiativo e fuorviante. La Costituzione italiana è nata dalla lotta di liberazione contro la dittatura, e i suoi valori di pace, libertà, uguaglianza, solidarietà, vanno sempre difesi poiché non acquisiti per sempre.

Conoscere il fascismo è fondamentale per saper individuare, in alcuni atteggiamenti contemporanei improntati al populismo accattivante e di effetto, elementi subdoli che possono diventare pericolosi per la tenuta della democrazia. Le tre lezioni del corso sul fascismo, con relatori l’avvocato Germano Carpenedo, ​e i professori Mauro Bonelli e Andrea Testa, hanno mostrato, in modo né retorico e né ideologico, con l’offerta di dati incontrovertibili e spesso inconsueti, tratti salienti di un regime che fu drammatico per il nostro Paese che uscì devastato, materialmente e moralmente, dalle leggi razziali del 1938 dalla seconda guerra mondiale e dalle guerre coloniali.

Dalla conferenza dell’avvocato Carpenedo, da tempo studioso di cinema e competente in materia, sulla propaganda di celluloide durante il ventennio, emerge un regime orientato a una cinematografia della finzione, di evasione, di divertimento, dei “telefoni bianchi”, ansiosa di emanciparsi dalla realtà rurale. Cinematografia piuttosto modesta, improntata alla censura su film stranieri ritenuti non idonei.

La seconda lezione, tenuta dal prof. Bonelli, su “come nacque e come prese il potere il fascismo” ha evidenziato, in modo scrupoloso, le condizioni dell’Italia dopo l’unità: un Paese arretrato, diviso, con altissimo tasso di analfabetismo, con profondo divario fra Nord e Sud, con una politica inadeguata dei governi dell’epoca. Il fascismo fu, sostanzialmente, il risultato della prima guerra mondiale, della “vittoria mutilata”, cavalcata dai nazionalisti che alimentarono le frustrazioni degli italiani delusi dagli esiti della guerra; un ruolo importante nella nascita del fascismo ebbe la divisione, all’interno del partito

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socialista, fra maggioranza massimalista e intransigente, e minoranza riformista, più incline a collaborare con il governo

La terza lezione del professor Testa ha riguardato le “nuove strategie funzionali all’insegnamento del fascismo nelle scuole”. Testa ha esordito ribadendo che i testi scolastici sono “carenti di dati e ricchi di date”. I testi scolastici privilegiano l’aspetto politico trascurando i numeri importanti dell’economia, struttura portante della società. I dati economici sono indicatori fondamentali per capire i fatti storici. Ad esempio il fascismo, come risulta dai dati, fu un disastro per l’economia italiana a causa delle enormi spese militari, addirittura più alte rispetto a quelle della Germania, spese che riguardarono la seconda guerra mondiale e il colonialismo. Il mito della guerra e la megalomania dell’impero vanificarono i risultati positivi di alcuni provvedimenti del regime come la costruzione di uno stato sociale, con un’economia mista Stato e privato, in alternativa al liberismo capitalista.

In conclusione le tre relazioni ci consegnano un’immagine del fascismo legata ai dati reali che emergono dai documenti, dall’ISTAT, dagli storiografi e dai documenti, che suggeriscono di diffidare di ogni tentativo di riabilitazione nostalgica del regime.

Le ultime due lezioni verranno ripetute in maggio per studenti e insegnanti impegnati nelle visite d’istruzione.