Riflessione

Riflessione: chi è lo scrittore ?, di Fabio Avena

Fabioavenascrittore

Riflessione: chi è lo scrittore ?
Lo scrittore è un genio spesso incompreso o poco valorizzato. Egli ha la scintilla della creazione in sé, nella sua mente stessa. Chi scrive è paragonabile a un creatore vero e proprio. Chi legge è semplice usufruitore dell’opera letteraria, ma il lettore è anche interprete di ciò che lo scrittore vuole trasmettere a chi gusta, a chi legge, a chi ascolta con attenzione i significati intrinseci, i tesori, le miniere, quelle risorse e perle preziose celate all’interno di un libro o tra le pagine di un qualsiasi documento scritto in altri contesti di lettura compresi biglietti, lettere, scritte su un muro e graffiti fatti ad arte, accompagnati da particolari messaggi. Il lettore è al contempo spettatore ed osservatore. C’è chi crea, c’è chi esegue.

C’è chi impartisce lezioni di vita o istruzioni, consigli ed utili suggerimenti. C’è chi è semplice strumento, esecutore, usufruitore, lettore, oratore, recitante, attore, teatrante che esegue, che dà la sua personale interpretazione, la sua lettura anche a voce alta di un testo con semplici accorgimenti stilistici, quali sfumature vocali o mimiche attoriali.

Così è anche in altri settori, in altri contesti quali cinema, teatro, arte sonora o musica, pittura e danza. Lo scrittore è al contempo creatore, regista, ideatore, sceneggiatore, direttore d’orchestra ed esecutore della sua stessa opera. Lo scrittore non recita mai una parte. Quindi non può mai essere paragonato ad un attore, a un teatrante o a un qualsivoglia semplice esecutore di un copione scritto o studiato a tavolino da staff di menti o editori dediti alla semplice e sola distribuzione.

Difficilmente chi scrive inscena una parte o recita e finge. Lo scrittore, il poeta, come anche il cantautore è una persona geniale, una mente particolare che possiede la scintilla creativa genuina e peculiare insita in un animo estroso e pieno di inventiva; è un creatore a tutti gli effetti. Utilizzando il suo innato talento, la sua interiore predisposizione, esterna attraverso la scrittura i propri stati d’animo, le fantasie, gli aneliti, i desideri più profondi, le introspezioni, le riflessioni, i suoi pensieri unici ed inimitabili sia in versi che in prosa spesso senza schemi, seguendo ciò che il cuore, l’anima, la mente, le sue fonti interiori ispiratrici dettano dal di dentro. Le dita dello scrittore volano; seguono rapidamente ciò che può facilmente sfuggire alla memoria un attimo dopo.

Le dita sigillano, marchiano spontaneamente su carta ciò che può andare dimenticato, quello che può poi perdersi nell’oblio del non scritto, non detto, non esternato per semplice dimenticanza, trascuratezza o mancanza di tempo da dedicare alla stesura, alla scrittura del pensiero stesso. La penna, la carta, l’inchiostro, la tastiera di un personal computer, di un tablet o uno smartphone sono semplici mezzi, tramiti, strumenti attraverso i quali chi scrive può lasciare, tracciare la propria impronta, il proprio genio creativo solcando e imprimendo su carta o su più evoluti strumenti, quali un foglio di testo elettronico, fiumi di lettere, parole in forma scritta spesso difficilmente esternabili a voce, in sola forma orale.
-Fabio Avena Tutti i diritti riservati