"Strane cose", il blog di Ettore

Intervista di Arianna Finoslocandina-ultimo-tango-a-parigi.jpg
I ricordi di una formidabile carriera sono leggeri, oggetti d’arte e d’uso quotidiano sparsi nell’appartamento elegante ed essenziale, a Trastevere. Un enorme quadro d’arte contemporanea poggiato a terra contro il muro del salone, il divano su cui si sprofonda per assistere da spettatori unici — sogno dei cinefili di tutto il mondo — alla proiezione di Ultimo tango a Parigi insieme a Bernardo Bertolucci: «Era importante rivederlo così, sullo schermo grande » . Questo è grandissimo, il muro dipinto bianco opaco. Durante i titoli di testa — l’uomo e la donna ritratti da Francis Bacon — il gatto di casa cerca d’arrampicarsi sullo schermo ed entrare nel film. «Si chiama Uva, abbandonato in un vigneto a Civitavecchia, una gatta etrusca. Poi abbiamo scoperto che è un maschio, ma il nome l’ho tenuto: un po’ di ambiguità non fa mai male».
La prima scena, il parigino…

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