1 aprile, Pasqua e dintorni

L’amico Paolo D’Arpini ci spiega le origini della tradizione di praticare scherzi e bufale il 1 giorno di aprile. Dopo di ché personalmente vi spiego come mai quest’anno la Pasqua ricade proprio nel giorno più opportuno rispetto alla sua valenza storiografica.

Treia, 1 aprile 2018 – “Risus Paschalis” e Pesce d’Aprile

1 aprile. L’ipotesi più credibile, che giustifichi  il ripetersi di lazzi e scherzi,  in questo giocoso giorno di primavera,  è il legame con il “Risus Paschalis”  una tradizione nordica  nella quale  (per tutto il medioevo) si compivano atti impudici (in corrispondenza del periodo pasquale) spesso legati a più antichi riti “bacchici” che sancivano l’inizio della primavera e del risveglio della natura.

Infatti anche il “pesce” è un antichissimo simbolo fallico e l’idea di attaccare un pesce finto sulla schiena di amici e parenti voleva significare che essi avevano raggiunto la maturità ed erano pronti ad usarla…. (Una specie di ‘avviso ai naviganti’ per celebrare la piena disponibilità sessuale).

Negli anni questa tradizione si è trasformata in una specie di celebrazione della eccessiva semplicità  e goffagine e  chi ne era vittima dimostrava di non essere stato abbastanza accorto nell’interpretare le reali intenzioni di chi lo provocava, infatti l’appiccicare il pesce sulla schiena significava che la vittima era stata “gabbata”. 

In tempi abbastanza  recenti lo scherzo da primo aprile più famoso è stato quello architettato da Orson Welles con la radiocronaca dell’arrivo dei marziani sulla Terra; ma di casi simili alla Marchese del Grillo sono piene le cronache locali delle provincie  d’Italia, dove l’uomo è ancora legato alla terra, agli animali ed alla fecondazione delle zolle… Ed ancora una volta rilanciamo la nostra iniziativa goliardica del 1 aprile, che quest’anno corrisponde anche alla Pasqua. Appuntamento all’alba davanti all’ingresso del Circolo vegetariano VV.TT. di Treia per raccogliere il guano dei piccioni da portare poi nell’orto per concimare gli olivi. 

Paolo D’Arpini, http://treiacomunitaideale.blogspot.it/2018/03/treia-1-aprile-2018-risus-paschalis-e.html 

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… Il Vangelo di Pietro, diffuso tra le comunità cristiane del II secolo che lo ritenevano assolutamente attendibile (poi dichiarato apocrifo dalla chiesa nei secoli successivi), riferisce particolari sulla presunta ed assai improbabile resurrezione di Gesù. Secondo testimonianze di soldati romani che erano di guardia al sepolcro, essi avvertirono un forte rumore e videro una luce potente dal cielo da cui discesero due individui che rimossero la pietra tombale e portarono fuori il corpo di Gesù sorreggendolo, risalendo poi passivamente in cielo (le corrette traduzioni dei termini greci impiegati nel testo hanno precisi significati di ascensione passiva, come fossero stati tirati su, assunti a bordo, quindi nulla di teologico e prodigioso).

… E’ doveroso citare anche il maestro gnostico alessandrino Basilide, ritenuto uno dei più antichi commentatori dei Vangeli (intendendo tutti i Vangeli reperibili all’epoca, soprattutto quelli apocrifi), nella prima metà del II secolo d. C. affermava che Gesù non fu crocifisso. Purtroppo tutte le sue opere, ritenute eretiche, furono distrutte dai cristiani e di lui sappiamo solo ciò che riportarono i suoi detrattori e confutatori. Molte correnti gnostiche disconoscevano il presunto dio dell’Antico Testamento adottato dai cristiani, ritenendo che quello predicato da Gesù e contenuto nel Nuovo Testamento fosse completamente diverso. E fu questo uno dei motivi primari per cui gli gnostici furono perseguitati e non ebbero molto successo.

… E peraltro possibile che contemporaneamente a Gesù vi fossero altri imputati per reati simili, tra cui il famoso Barabba, che significa “figlio del padre” (interpretato come “figlio di dio”), in quanto non è un nome ma un titolo, e in proposito vi sono testimonianze documentali in alcune scritture antiche (tra cui alcuni codici minori di Matteo, in Origenee in alcuni codici e vangeli apocrifi e gnostici che negano la crocifissione di Gesù), viene addirittura riportato come Gesù Barabba, cioè Gesù figlio del padre (dio), che come è risaputo venne scarcerato, in tal caso non sarebbe mai stato crocifisso.  Quindi i Gesù potevano essere stati due, da un’attenta lettura degli stessi vangeli canonici si evince che la figura di Gesù è descritta in maniera contraddittoria per non dire schizofrenica, a volte pacifista e messaggero d’amore e altre bellicista, eversivo e fomentatore di disordini. Inoltre una cospicua parte dell’umanità non crede alla crocifissione di Gesù, tra cui i mussulmani e gli ebrei.  Forse a finire sulla croce potrebbe non essere stato il cosiddetto Messia di Aronne, cioè quello sacerdotale e spirituale ma quello politico (Messia di Israele o di Davide) che costituiva effettivamente un pericolo per l’impero romano, che non avrebbe esitato a eliminarlo fisicamente.

… Gesù aveva numerosi fratelli e sorelle (almeno quattro), tra i quali Giuda detto Tommaso, che significa gemello, presentato specificatamente e inequivocabilmente come tale in alcuni testi antichi (tra i quali il Vangelo copto di Tommaso, che recenti accertamenti tecnici datano allo stesso periodo del Vangelo di Giovanni), nel quale viene citato come Giuda Tommaso detto il gemello, forse come concetto rafforzativo, per significare la netta somiglianza con Gesù. In tal caso la madre Maria, esattamente come in molte cosiddette “visite ed annunciazioni” a opera dello Spirito Santo (Gabriel) avvenute in precedenza, ebbe probabilmente un parto gemellare.  Il fatto che Gesù avesse un fratello gemello spiegherebbe molte incongruenze nei racconti evangelici, come la strana identificazione di Gesù nell’episodio della sua cattura sul Monte degli ulivi (Getsemani), tramite un bacio praticatogli da Giuda, e anche il non riconoscimento immediato da parte dei discepoli e di Maria Maddalena dopo la resurrezione. Spiegherebbe anche la versione, molto diffusa e suffragata da parecchi testi antichi, che Gesù si sia recato in India e abbia fondato una comunità cristiana e vi sia rimasto fino alla morte, venerato come un Maestro Spirituale. In realtà potrebbe essere stato Giuda Tommaso e che sia stato identificato successivamente con Gesù dai numerosi studiosi recatisi in India per ricercare tracce documentali di tale tradizione.

Estratti dal libro di prossima pubblicazione:

LE VERE ORIGINI DELLE CREDENZE RELIGIOSE

Propedeutica allo studio dei testi antichi e loro ripercussioni nel tempo. Con un breve glossario commentato.

Di Claudio Martinotti Doria 

Cavaliere di Monferrato by maciknight57