Primari

Primari ospedalieri ad Alessandria? Ride bene chi arriva ultimo

di Enrico Sozzetti

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Anni per completare il concorso (a un certo punto è stato anche sospeso) e poi chi lo vince? Il terzo classificato che si piazza a ben undici punti di distacco dal primo candidato selezionato. Succede all’azienda ospedaliera di Alessandria, ancora guidata, per poco meno di un mese, da Giovanna Baraldi. La notizia è ormai nota.

È stato affidato a Nicola Strobelt l’incarico di dirigere la struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale per i prossimi cinque anni. Strobelt, nato a Milano nel 1965, arriva dall’ospedale di Bergamo, dove ha ricoperto l’incarico di responsabile della struttura semplice ‘Medicina Materno – Fetale Ostetricia e Ginecologia’. Sarà lui a raccogliere il testimone da Oria Trifoglio che dall’ottobre del 2013 ha diretto come ‘facente funzioni’ la struttura complessa del ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’.

Un interregno decisamente, e forse anche un po’ stranamente, lungo che il medico-politico (è stata vicesindaco di Rita Rossa, oggi è in Consiglio comunale in rappresentanza del Quarto Polo per il quale si era candidata a sindaco l’anno scorso, salvo poi apparentarsi con la Rossa prima del ballottaggio, peraltro vinto dal centrodestra con Gianfranco Cuttica di Revigliasco) ha gestito arrivando al momento del pensionamento proprio con questa qualifica.

Fin qui tutto liscio? La comunicazione istituzionale in realtà non dice tutto. A cominciare dal fatto che dei tre candidati che hanno superato tutte le selezioni, è stato scelto il terzo. Infatti il primo classificato è stato Davide Dealberti, cui la commissione giudicatrice ha assegnato 81 punti su cento. Il secondo è stato Vittorio Aguggia con 71 punti su cento. Il terzo è il vincitore del posto che di punti ne ha raccolti 70 su cento. Formalmente nulla da eccepire. La commissione valuta e assegna i punteggi, ma la scelta finale è discrezionale da parte della direzione dell’azienda. Cosa che Giovanna Baraldi ha fatto con tanto di spiegazione verbalizzata e messa agli atti. “L’Ostetricia dell’azienda ospedaliera deve affrontare numerosi casi in emergenza – urgenza che impongono scelte decisionali diagnostiche e terapeutiche adeguate e tempestive e che richiedono elevata esperienza professionale accompagnata da un buona capacità di leadership. La Ginecologia, di converso, ha tempi di diagnosi e trattamento che possono essere programmabili che presentano una casistica caratterizzata da ‘minore’ urgenza, ma da maggiori ricoveri in elezione ai quali l’ospedale, con competenze e capacità di offerta professionali, tecnologica e organizzativa deve dare risposta qualificata e nella cui specialità sono presenti figure professionali sufficienti e qualificate. Il professionista individuato ricopre l’incarico di responsabile di unità di struttura semplice ‘Medicina Materno – Fetale Ostetricia e Ginecologia’ dal primo ottobre 2007 all’Asst ‘Papa Giovanni XXIII’ (già Ospedali riuniti di Bergamo), azienda che registra più di 4000 parti/anno. Tale condizione professionale esprime quindi una forte competenza e capacità nella gestione della complessità oltre ad esperienza nella organizzazione e gestione delle risorse umane e tecnologiche; tutte caratteristiche di cui l’azienda ospedaliera di Alessandria necessita” si legge. Caratteristiche che evidentemente la direzione generale ha ritenuto non avessero, pur a fronte di una valutazione diversa da parte dalla Commissione, sia Davide Dealberti, classe 1974, nato a Tortona, sia Vittorio Aguggia, nato a Vercelli nel 1965, che fanno parte della equipe della struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale (https://www.ospedale.al.it/sc-ostetricia-e-ginecologia/).

Più avanti, sempre sul verbale di deliberazione, si legge ancora: “Il dirigente indicato, inoltre, risulta avere competenza nella diagnostica prenatale, esperienza indispensabile per gestire la complessità dell’Azienda ospedaliera che, nella patologia prenatale, trova risposta presso le strutture del Presidio infantile specializzato nel trattamento di neonati patologici sia nella Tin (Terapia intensiva neonatale) che nella chirurgia pediatrica. Nello stesso professionista si rilevano inoltre competenze di grande rilievo nella chirurgia fetale e, anche per questa ultima chirurgia, risultano strategiche le sinergie con il Presidio infantile. Le caratteristiche descritte, infatti, hanno un indubbio valore per la necessaria crescita e il bisogno di arricchimento della nostra Struttura, affinché risponda in modo sempre più adeguato e innovativo alle esigenze del territorio che ad essa fa riferimento. La scelta va anche nella direzione e nella prospettiva del necessario prossimo cambiamento rappresentato dalla unificazione del ‘percorso nascita’ e dalla aggregazione della Tin attualmente collocata all’Ospedale Infantile, in un’unica sede all’Ospedale Civile”.

Questo pare uno degli ultimi atti di Giovanna Baraldi che non avendo più i requisiti non potrà essere chiamata a dirigere ancora una azienda sanitaria od ospedaliera. Il mandato triennale ha coinciso con l’apertura del nuovo blocco operatorio, di nuovi Poliambulatori all’interno dell’ospedale e con la riorganizzazione di alcuni servizi, sia al ‘civile, sia all’infantile. Ma in questi tre anni hanno anche lasciato l’incarico alcuni primari che hanno fatto la storia di specialità ospedaliere. Se ne sono andati quasi senza battere ciglio, senza alcun tentativo per valorizzare a mettere a patrimonio, come si dice, non solo la capacità professionale, ma anche quella di attrazione e richiamo verso l’azienda ospedaliera. In compenso è stato fatto ricorso a mani basse a personale che costa poco, come quello di Amos, l’Azienda multiservizi sanitari e ospedalieri con sede a Cuneo. Amos è una società consortile a responsabilità limitata i cui soci sono l’azienda ospedaliera ‘S. Croce e Carle’ di Cuneo con il 34,93 per cento, l’Asl Cn1 (33,4 per cento), l’Asl di Asti (25,05 per cento), l’Asl Cn2 (4,18 per cento), l’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’ di Alessandria (2,44 per cento). Nell’azienda ospedaliera del capoluogo, cui fa capo il grande hub sanitario che comprende le province di Alessandria e Asti con oltre seicentomila abitanti, la gestione di Giovanna Baraldi ha progressivamente ampliato l’ambito di attività del personale di Amos. Ancora a metà marzo è stato deliberato il potenziamento della  “movimentazione interna dei pazienti” nel nuovo blocco operatorio, affidando un ennesimo incarico ‘in house’ ad Amos che vale complessivamente per questo servizio un canone mensile che passa da 46.000 a 55.500 euro, iva esente.