Diario di una Zingara

Pensavo che tutto sarebbe stato diverso.

Se mi fermo un attimo a pensare, non c’è nemmeno una piccolissima cosa che sia andata come avevo immaginato.

Non come speravo, che quello conta fino a un certo punto. Intendo proprio come avevo in mente.

Quindi posso concludere di avere la perspicacia di un criceto.

Il tempo passa, lento ma in un secondo. Niente sarà più come prima.

Un po’ come quando parti per un viaggio: impari parole nuove, conosci usanze e cibi diversi, diventi un po’ più indipendente e, quando torni, non sei esattamente come prima.

Che poi, sto prima, forse esiste solo più nella mia testa.

E allora non sarebbe bene lasciare andare il bisogno di controllare ogni situazione?

Credere, perchè è questa la realtà, di controllare gli eventi ha illuminato un po’ quella stanza buia che è la paura.

La paura di non essere abbastanza.

La paura di soffrire.

La…

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