Il Libro di Pladis

Durante l’ultima meditazione,
sono entrato dentro il tuo cuore,
tramite il mio,
e ho sentito il tuo dolore,
ho sentito le spine che ti porti dietro,
la gioia di cogliere frutti maturi,
la tristezza di veder appassire i fiori,
la rabbia di non vederli nascere,
e di non poter sentirne il profumo meraviglioso,
inebriare le narici come milioni di fragole fresche,
sino alla radice della nostra anima,

Là,
dove dorme sopito il nostro bimbo interiore,
là,
ti ho trovata,
come mai ti avevo vista,
io ero io,
tu eri tu,
non c’era carne,
non c’erano mura,
non c’erano maschere,
solo un immenso campo fiorito,
e tu raccoglievi le viole,
e ne facevi collane e corone,

D’un tratto,
i tuoi occhi mi hanno attraversato,
e potevo capirti senza parlare,
quei cristalli accecarono il dubbio,
e tutto aveva senso,
tutto era unito,
noi eravamo tutto,
ricongiunti all’infinito,
da un moto antico,
che…

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