In questo tempo che lascia ferite,
ricordo di lei che non vive più qui,
nessuno la vide quando se ne andò via;
a lungo era stata ad attendere un sogno
e una sera partì per un posto lontano,
dove nessuno sapeva, né poteva vedere.
Da qualche parte ora vive da sola
quel suo tempo rimasto, e ancora s’incanta
a contemplare le nuvole ad ogni loro passaggio,
quando un incrocio di venti dal soffio velato
le spinge a sud ovest sulle acque del mare,
e parla anche alle stelle sotto il cielo la notte.
In quei vicoli stretti della sua cittadella
fra le case vicine dai balconi fioriti,
proprio là ha lasciato le sue fresche risate,
che ancora oggi passando
se ne sente l’eco nell’aria,
per andare a trovare, chissà quale nido,
forse uno più bello che le donasse calore
e forse un nuovo sorriso.
La cercarono in tanti, anche io la cercai,
ma non l’ho più trovata…
La sua chiara figura mi accarezza la mente,
e ancora mi appare in leggiadra armonia
quando, sicura e leggera, correva nel vento,
che ci fosse bufera, la pioggia o la neve,
e non si era mai più fermata in nessun’altra città.
Fra pagine scritte e mille parole accadde che poi
sotto un sole di autunno
anche lui la conobbe, quasi per caso, e un canto
li avvolse e li scoprì così uguali,
li sorprese smarriti il sussurro del vento.
Ormai c’era la neve nel cuore di lei
e anche lui era stanco e con il freddo nel cuore.
Non ricordarono più quegli arcobaleni
che dopo la pioggia apparivano appesi
ad un lembo di cielo.
Ma da qualche parte, lontano…lontano
rimase nascosto un dolcissimo Amore,
là dove il vento, anche più forte, perde energia
e diventa carezza,
e la pioggia che arriva ad annaffiarne il ricordo
è sempre più dolce…da quando inizia a cadere.