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LA DONNA DEL RITRATTO, di Marilena Migiani

Ora c’è questa eccentrica signora che a ben guardare non mi somiglia affatto, ma pur va spacciandosi per me. La signora in questione, oltretutto, è davvero molto bella. Sfacciatamente bella. Di quelle che non passano inosservate e sono più simili ad apparizioni angeliche che a presenze umane.

Ma non ha davvero nulla a che spartire con me, e per questo m’inquieta assai la sua ostinazione nell’avermi eletta sua icona. Stamani, però, ho visto un mio ritratto nella sua galleria di famiglia, tra i suoi avi che annoverano una badessa in odore di santità ed un vescovo che per poco non è diventato Papa.

La tela che mi ritrae è appesa ad un lungo cordone dorato e sostenuta da robusti ganci perché la cornice che deve sostenere ha un peso rilevante, assai di più di quello della somma di tutti i giorni della mia vita. Se ragionassi con una mente diversa dalla mia, una mente pratica, mi sentirei lusingata da tanta venerazione e forse progetterei anche di trarne qualche vantaggio.

Se lei afferma di essere me io parimenti posso sostenere di essere lei. Ora non nascondo di essere stata tentata da questa opportunità, e dai guadagni che potrei forse ricavarne, ma qualcosa in me strenuamente si oppone a questo baratto. Il vaglio è nel rifiuto sul perché io non voglio essere lei: la salvaguardia della mia unicità. Il mio convincimento è che devo possedere qualcosa di veramente rilevante di cui io stessa non mi sono resa ancor conto ma che lei ha intuito, e di cui vuole appropiarsi.

Forse quella sua perfezione è solo apparente e parziale e necessita del mio compendio per il suo completamento. Non è dunque ad essere me che mira, ma alla rifinitura della sua identità. Io rappresenterei solo un passaggio obbligato. La donna del ritratto, a ben guardare, non mi somiglia affatto. Decisamente non sono io.

Eppure sono assolutamente sicura che lei aspira ad essere me. Così gioca sporco. Tenta di confondermi ignorando però la mia innata propensione al dubbio, e la consapevolezza che se iniziassi a sospettare della mia scarsa capacità cognitiva lei di sicuro prenderebbe il sopravvento.

(Marilena Migiani)