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Riflettevo sul fatto che anche chi è sempre stato “l’ultimo dei Mohicani”: la persona più incompresa, inascoltata, emarginata della terra può rinascere sul serio. Ogni essere umano di qualunque nazionalità, etnia, ceto sociale, sesso, religione, che non ha mai avuto modo di dire la sua e viene spesso tacciato, additato da chi è più in vista o semplicemente messo a tacere, può rinascere interiormente anche da solo. Chi invece sta ai vertici, al potere, chi ha ruoli sociali di un certo rilievo in vari ambiti umani e lavorativi, non sempre è coerente con ciò che dice, enuncia, proclama dai pulpiti o dalle cattedre del nulla. Quindi, diamo voce agli ultimi, a tutti coloro i quali sono sempre stati in quell’angolino che è diventata testata d’angolo per chi li ha trascurati, per chi li ha feriti a morte moralmente in passato. Soprattutto cerchiamo di essere veri al cento per cento, umani con vera umanità, senza pregiudizio alcuno verso il nostro prossimo chiunque esso sia. Coerenti seriamente, alla luce del sole. Parlare, dialogare, ascoltarsi reciprocamente in trasparente empatia, solidale affetto, amore vero tra esseri umani sinceri e trasparenti, non penso rimanga semplicemente utopia se tutti nel nostro piccolo modifichiamo i nostri lati negativi, le spigolature della nostra indole e del nostro comportamento verso gli altri. Indipendentemente dalle cariche, dai ruoli sociali, dalla nazionalità, ognuno di noi ha già, per grazia e volontà del PadrEterno (anche per chi non crede nella Sua esistenza) un dono, il dono più grande: la vita stessa. Riflettiamo maggiormente su noi stessi e sulla nostra condotta.  

Foto e testo di Fabio Avena – Tutti i diritti riservati