Il miglior governo? Quello che non c’è

Cara lettrice, caro lettore,

e se facessimo a meno del governo? A più di un mese dal voto, senza concrete prospettive di superamento dei veti reciproci tra centrodestra, m5s e Pd, qualcuno ci sta pensando sul serio. È stato il ministro Graziano Delrio a dire per primo che il re è nudo: «Possiamo resistere anche tre anni senza Governo». Una battuta paradossale, quella del ministro dei Trasporti, ma sarebbe davvero solo fantapolitica?

È utile ricordare che nel 2010 il Belgio andò avanti piuttosto bene senza un premier per 544 giorni, nel 2015 gli spagnoli stettero quasi un anno con la Moncloa vuota, in Olanda e Germania lo stallo è durato mesi. E in tutti i casi citati l’economia filava a gonfie vele.

Oltretutto l’idea di un autogoverno parlamentare, orizzontale, risponde molto a una certa idea grillina delle origini. Non a caso è stato Roberto Fico, ultimo interprete del sentimento utopistico di Casaleggio senior, a invitare i partiti a mettersi al lavoro prescindendo dalle trattative per il governo. «I gruppi parlamentari – ha dichiarato il presidente della Camera – secondo me devono dialogare fino in fondo per cercare di risolvere i problemi che affliggono il paese: lotta alla povertà ma anche lotta alla corruzione o annullare gli incidenti sul lavoro con misure e controlli molto più adeguati». Un appello alla democrazia dal basso, alla via parlamentare per uscire dallo stallo. Ancora più significativo perché pronunciato proprio nel giorno dello scontro tra Salvini e Di Maio. Parole, quelle di Fico, in sintonia con l’approccio più di sinistra della presidente del Misto, Loredana De Petris (LeU): «È assurdo che, in una situazione così delicata per l’intero Paese, la crisi si sia avvitata in una serie di veti e pregiudiziali che prescindono completamente dal merito. Come LeU abbiamo già detto che siamo pronti a un confronto programmatico in Parlamento con tutti tranne che con la destra».
Dunque avanti così, con accordi in Parlamento e senza un esecutivo. Del resto ne era convinto Thomas Jefferson, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti: «Il miglior governo è quello che governa meno». Ancora meglio, il miglior governo è quello che non c’è.

Francesco Bei

Capo della Redazione Romana, La Stampa