Nel fuoco, di Francesco Luca Santo
Nel fuoco
(Verso Dio)
Nelle supreme notti
di

un ancestrale bisogno di fiato

rimembro la sete vaga del destino

complice ammiccante del falso perbenismo
…

e smanio sotto l’ode del vento d’Aprile

come fenicottero abietto e remissivo

Sarò la vera luce dell’Eterno
se fausto silenzio percorrerà

queste vene nefaste e sconfitte dal lutto dei Padri

Ci saranno millenni di polvere a soffocare

Icaro
senza ali ma solo con mani storpie e disincantate

Volerò nella sierra immane dell’oblio

e scaccerò l’immondo stato di dolore

che pervade le idee

le future ribellioni del male

che chiede sangue e odio

olio di putrida ricetta malsana

Costruirò il tempio dell’abisso

al centro della Terra

come un Dio o come uno schiavo

tra ipocriti maestri del nulla
…

e spazzerò le catene col fuoco degli occhi
che mi daranno forza e vigore

dinnanzi al potere della pecunia

Morderò come fiera carnale
le

ciocche della vita

e berrò sangue come Ugolino
- immane belva della sua stessa carne-

ma rinascerò nel sepolcro della verità

…profeta o demone

ma pur sempre padrone dei sogni

Solo… nell’imbuto di satana

ucciderò le sue bocche latranti e astute

e Dio mi sorriderà

Dio mi sorriderà…

Piangerò di me stesso… ma vivrò…

Sì vivrò