L’ultima stanza

Briciolanellatte Weblog

stanzaAveva fatto più tardi del previsto: controllò l’orologio del cruscotto e capì che non sarebbe riuscito ad arrivare a casa se non alle prime luci del mattino. Inserì la freccia di direzione e uscì dal casello dell’autostrada alla ricerca di una sistemazione per la notte.
Girò un po’ alla cieca e, dopo qualche chilometro e un paio di paesini cresciuti disordinatamente sulla strada, accese il navigatore che lo indirizzò verso un viottolo che altrimenti non avrebbe mai percorso. Il sole era già sparito dietro le colline rugginose e le ombre si scioglievano nella prima oscurità; quando arrivò sul piazzale ghiaioso di una bella locanda si sentì sollevato.
L’ingresso era chiuso chiave. Tirò la corda di una campanella che suonò nella casa con un accenno di eco. Dopo qualche minuto, una donna dal volto tirato e dagli occhi gonfi e arrossati, aprì.
«Vorrei una camera solo per questa notte…» fece Tobia, incerto, come…

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