Pensieri sparsi

“A quel tempo la follia non era ovattata, dissimulata, intontita, mascherata, camuffata come oggi con gli psicofarmaci. La follia esplodeva uguale a un vulcano. Nei cameroni – nudi o malamente coperti da una camicia sdrucita – urlavano i matti, in parte legati con le cinghie ai braccioli del letto. Le risse tra loro frequenti, le aggressioni agli infermieri giornaliere. Le pareti squallide, color dell’osso morto; i tavoli inchiodati al pavimento; le finestre con le sbarre, le porte chiuse a tre mandate. Nel silenzio della notte arrivavano i lamenti, le sorde imprecazioni, i suoni di bestiale disperazione. Così dalla parte degli uomini, e ugualmente nelle divisione femminile; da questa in più gemeva la miseria del sesso. Tutto era carcere.”

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Romanzo composto da venti racconti tutti raccontati dalla voce di Anselmo, dottore in psichiatria nel manicomio di Lucca. Il periodo di riferimento dei racconti va dagli anni ’40 e ’70. E riportano…

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