Briciolanellatte Weblog

Uno, due, tre…’ contava mentalmente Gottlieb tirandosi su dal pavimento con un braccio solo e guardandosi nel contempo nello specchio della sua camera da letto. ‘Uno, due, tre…’ fece ancora saltando sull’altro braccio, tenendo il sinistro dietro alla schiena e continuando con le flessioni. Andò avanti così per un quarto d’ora. Poi si fermò a guardarsi i pettorali gonfi. ‘Sei uno che spacca, Gottlieb’ si disse compiaciuto ad alta voce tastandosi la pancia piatta. Anche se poi Gottlieb si chiamava in realtà Bernardo, ma quel nome ‘gotico’, con cui era conosciuto nel giro, gli calzava a pennello ed era una figata assurda. S’intonava con la sua testa rapata e la svastica fresca di tatuaggio che si era fatto sulla spalla. Anche se, a dirla tutta, avrebbe avuto bisogno con urgenza anche di una cicatrice da esibire: così senza niente gli sembrava d’esser nudo. Non aveva ancora…

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