Diario di una Zingara

In tanti scrivono, ma in pochi si chiedono il perchè.

C’è chi scrive per lavoro. Attività che, a mio parere, si avvicina alla professione migliore del mondo, insieme al critico di cucina.

Io, invece, da adolescente, scrivevo per sfogarmi. Pensavo di poter cambiare le cose che non mi piacevano, o forse di trovare almeno una risposta. Non rileggevo mai niente e, appena finita l’ultima parola, accartocciavo il foglio ed eliminavo qualsiasi traccia del mio passaggio. E del mio pensiero. Quante volte avrei voluto essere io quel foglio.

Ero una ragazzina arrabbiata.

Quando ero più piccola scrivevo per fermare il tempo. Ricordo bene che avevo una agenda blu, di quelle che regalavano in banca all’inizio dell’anno. Dopo cena recuperavo i fili ingarbugliati della mia giornata, li riordinavo e mettevo il punto. Il giorno dopo era solo un nuovo foglio bianco, che non si faceva condizionare da quello precedente.

Qualche volta ho…

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