Vorrei imparare a respirare col vento, di Francesco Luca Santo

Vorrei imparare a respirare col vento
e planando invadere la dimora dell’infinito
per poi vedere dove nasce l’aria che si slega
tra i raggi della vita
Vorrei poter scorrere tra le acque
e succhiarne il midollo fresco di sale
per poi vedere dove
le sirene si lascian morire
Nuotando contromano
vorrei che il tuo richiamo mi riportasse al giorno
per sentire il vagito dell’alba che si sveglia
trovandoci ancora impuri
Vorrei esser una goccia di pioggia
per morire in una rosa…
sgelarmi tra le braccia del sole
e scoprirmi nella culla arruffata delle nuvole
Quante cose vorrei che fossero
e quante altre vorrei che mi portassero con sé!
Mi basterebbe solo
che tu lasciassi le tue palpebre
sul ciglio del mio mondo
per riscoprirmi sultano di un trono che non è mio
e governare un impero che non ho domato mai
Vorrei che fluendo dalle porte del noto
uscisse fuori l’idrofobia zitta
del mio momento

Una ragazza affidabile – Silena Santoni

Una ragazza affidabile – Silena Santoni

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Una ragazza affidabile è Agnese, nata e cresciuta in quella Firenze che negli anni Sessanta e Settanta ha fatto da cornice. A lei e alla sorella maggiore Micaela (col dittongo), che invece è sempre stata tutto l’opposto: incosciente nella sua foga di vivere gli eventi. E mentre lei, Agnese, con quel brutto nome da “vecchia” ereditato dalla nonna, sgobbava sui libri e combatteva l’obesità e il bullismo, l’altra era talmente popolare da passare con facilità da una scuola all’altra, da una festa all’altra, senza mai combinare nulla di concreto.

A far incontrare le due sorelle, dopo un quindicennio di silenzio, è un’eredità lasciata loro dalla zia. Agnese, che fra lei e Firenze aveva preferito mettere un bel po’ di chilometri e rifarsi una vita ad Ancona, è costretta ad accettare l’invito di Micaela e tornare, seppur per due giorni appena, nel capoluogo fiorentino. Micaela, ormai sessantenne, si sa che vive da sola una vita disagiata, quindi di quell’eredità della zia ha bisogno. Cosa alla quale, per altro lei, Agnese, ha spontaneamente rinunciato in suo favore.

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«Uomini che restano» di Sara Rattaro

«Uomini che restano» di Sara Rattaro

Uomini che restano copertina del libro Dopo sette romanzi di grande successo e un altrettanto apprezzato libro per ragazzi “Il cacciatore di sogni”, torna l’autrice genovese Sara Rattaro con “Uomini che restano”, una storia sul coraggio di combattere e riuscire a superare ogni dolore, pur di continuare ad andare avanti e salvaguardare la qualità della vita.

Fosca e Valeria sono coetanee e alla soglia dei quarant’anni. Entrambe sono di Genova, la città che rimane a fare da sfondo, ma talmente importante da essersi ritagliata un piccolo spazio all’inizio di ogni narrazione, da cui giungono i pensieri quasi fosse un essere dal cuore pulsante. Perché come le due protagoniste, anche Genova ha sofferto, in particolare a seguito dell’alluvione dell’ottobre 2014, e ha saputo risollevarsi proprio grazie alla solidarietà degli aiuti umanitari giunti in soccorso. Sicuramente un bell’omaggio di Sara Rattaro alla sua città natale.

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Corso difesa donna, di Lia Tommi

di Lia Tommi, Alessandria

Cinque incontri dedicati alle donne, dal 14 maggio all’11 giugno, per imparare a difendersi e prevenire la violenza.

Il corso, che si terrà al Palacima di Alessandria, in Lungo Tanaro San Martino, sarà gratuito ( richiesta solo la cifra di 4 euro per la copertura assicurativa).

È organizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Alessandria, in collaborazione con i gruppi “Securuty and Defence “di Tortona ed il centro Taekwondo di Alessandria, con il patrocinio di SIAP (SINDACATO DI POLIZIA) e CSEN PIEMONTE-SEZIONE DI ALESSANDRIA.

Iscrizioni entro le 12 dell’11 maggio, consegnando il modulo presso gli uffici della segreteria dell’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune oppure invitandolo via e- mail all’indirizzo barbara.martinelli@comune.alessandria.it.

850° anniversario della fondazione di Alessandria: il programma degli eventi celebrativi dal 3 al 6 maggio 2018

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850° anniversario della fondazione di Alessandria: il programma degli eventi celebrativi dal 3 al 6 maggio 2018

850° anniversario della fondazione di Alessandria: il programma degli eventi celebrativi dal 3 al 6 maggio 2018

850° anniversario della fondazione di Alessandria: il programma degli eventi celebrativi dal 3 al 6 maggio 2018

Un anniversario fondativo “speciale” che la Città intende vivere in modo altrettanto speciale: è questa l’ispirazione alla base dell’attenzione con cui l’Amministrazione Comunale si è attivata, già dall’ultima parte dello scorso anno, per declinare in modo significativo, partecipato e “prospettico” le celebrazioni in occasione degli 850 anni della Città di Alessandria (1168-2018).

Alcuni atti amministrativi, a questo riguardo, hanno fornito la cornice di validazione e l’impulso operativo per l’avvio di questa azione.

Se infatti, con la Deliberazione n. 98/2017, il Consiglio Comunale approvava l’Atto di indirizzo relativo alla «Promozione e coordinamento organizzativo dell’850° anniversario della fondazione della Città di Alessandria (1168-2018)», già a novembre 2017 la Giunta Comunale procedeva sia a costituire un Comitato promotore (Deliberazione n. 283/2017), sia il formale riconoscimento della donazione di uno specifico logo grafico per il progetto celebrativo dell’anniversario (Deliberazione n. 284/2017). Continua a leggere “850° anniversario della fondazione di Alessandria: il programma degli eventi celebrativi dal 3 al 6 maggio 2018”

26/4/2018

EROSPEA

A sorridere così mi precipita di massa nel suo unico a sorridere [   ]

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[…] perché tanta luce nei ieri canti dei poeti resistenti se i colori son muti perso pure il silenzio? poi tromba vento, fischi’acqua nel fognario, àrcano collo a collo […]

………………………………………………………………………………………………..

“Non esistono perdite. Cedere di noi un se […]” Ti fermi: mi fermo me. accanto un orto recinto [farebbe(:) porte senza chiave, chiave senza cancelli]. s’avvicina festosa e nera, la nera di coda di dentro s’avvicina festosa. La donna di casa di dentro su panchina su orto t’aprisse il cancello. come sareste accanto? me

……………………………………………………………………………………………….

A sorridere così mi precipiti di massa nel tuo unico a sorridere [    ]

Poi tromba […] l’in esistenza [    ]

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lettute amArgine: Vania Cecchin, poesie dalla città murata

almerighi

Il fascino della poesia di Vania Cecchin sta nel suo murarsi addosso. Non gioco con Cittadella, città murata per eccellenza, voglio solo dire che, se pur irriverente, questa poesia passa da un io all’altro senza nessuna difficoltà. Le riconosco dunque un valore artistico, molti storceranno il naso per quell’Io risoluto e ripetuto in ogni brano, ma se l’Io comunica, perché non deve esistere, forse perché lo dicono i critici?

Crater Lansberg

In quanto al mio travaglio
beh… si , è stata dura.
La strada asfaltata,
seppur trafficata,
era la più sicura.
M’ incamminai invece
lungo l’ unico vicolo esiste
che costeggiava radente
il vessante muro di basalto
dell’ enorme cratere.
Alla fine mi accorsi di girare
da giorni e giorni in tondo.
Mi ero persa
e mi fermai.
Presi in mano gabbro e breccia,
e roccia dopo roccia
costruii un ponte.
Il meno solido di tutti i ponti esistenti.
Proseguii……

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cosa faremo?

almerighi

non si può sempre sperare
di avere futuro, finisce che non ci si sposa,
finisce per dissolversi anche l’ombra!
Ci sono pur sempre alberi e rami flessibili
pronti ad adeguarsi
a qualsiasi vento e a ogni direzione.

Parolieri pieni di abnegazione
ben disposti verso dischi per l’estate
e sogni da adolescenti alle prime armi,
malgrado alcuni ne sappiano una più del diavolo.
L’uomo che osserva le correnti
non vede il fiume allontanarsi.

Le unghie, quando mordono,
vengono bene amministrate
da un’estetista ardimentosa, disposta a parlare
dalla sua vita al prossimo week end.
Tutt’attorno troppa incertezza,
inconcrete lontananze pronte al corteggiamento

poi, terminato il tramonto, cosa faremo?
Scopriremo di essere donne
coperte dai necessari amuleti
e maldisposte alla maternità.
Il mare arrossisce, si sorprende sepolto
e coperto di pesce non più fresco.

Le canzoni lavano come saponette.
Dentro le città discutono la politica
come fosse pallone. Alcuni restano
senza corrente. Ignoti…

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ascolti amArgine: R.E.M. Man on the moon

almerighi

La canzone è del 1992 e fa parte del disco Automatic for the people. E’ dedicata al comico Andy Kaufman. scomparso prematuramente. Proprio questa canzone ha fatto rinascere l’interesse intorno a questo singolare personaggio scomparso prematuramente ed ha ispirato l’omonimo film di Milos Forman del 1999, con protagonista un eccezionale Jim Carrey.
Tra le sue bizzarre iniziative di Kaufman, incontri di wrestling tra uomini e donne, non si sa se combinati o veri, abbondantemente citati nel testo della canzone, così come le sue imitazioni di Elvis Presley.

Moot The Hoople e il gioco della vita.
Andy Kaufman e l’incontro di wrestling.
Monopoli, 21, dama e scacchi.
Il signor Fred Blassie nel casino del breakfast.
Giochiamo a Twister, giochiamo a Risiko.
Ci vediamo in paradiso se completi la lista.

Ehi Andy, l’hai sentita questa? Dimmi, sei rimasto bloccato da una presa di wrestling?
Ehi Andy, stai imitando Elvis? Ehi, stiamo perdendo…

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dopo la Liberazione

almerighi

Questo brano fa parte della raccolta Isole (2018 – Ensemble Editore)
https://www.edizioniensemble.it/prodotto/isole/

Non ho di che vivere,
cosa sperare,
nell’unica certezza
del peggio a venire.

Il profitto ha ucciso il lavoro
e non fa prigionieri,
miete pollici
brucia i libri,
Pound non ha mai
ripreso conoscenza

per ogni vittima rimasta sola
sarà ghiaccio e silenzio,
ogni politica di riequilibrio
dichiarerà fallimento.

Oggi è ancora inverno
i corpi tragicamente nudi.
Pensavo non accadesse più
dopo la Liberazione

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Sul monte

La poesia e lo spirito


Tendiamo a stare comodi: scoperta una formula, vorremmo replicarla all’infinito, assumerla per sempre, farne un’etichetta buona per tutte le stagioni.
In realtà, la vita è un’altra cosa: è crescere momento per momento, non permettere mai al corpo, alla psiche, allo spirito, di pensare o di dire: decido di fermarmi qui. Facciamo tre tende, chiese Pietro a Gesù, sul monte della trasfigurazione. Ma non si può: di strada ce n’è tanta, rimbocchiamoci le maniche e partiamo.

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Eva LIPSKA – Il lettore di impronte digitali

La poesia e lo spirito

LA RIVOLTA DEI GIOVANI

La Stato ha già smesso di essere
una lettura obbligatoria dicono.
Puoi ma non sei obbligato
a imparare a memoria la bancarotta dei secoli.

Non ci interessa
la natura subdola.
Un inetto al potere.
I dizionari di cemento delle città.

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Di troppo

La poesia e lo spirito


Il segreto della vita è un fondamento stabile. Quando manca, siamo colti da paure, ansie, turbamenti. L’insicurezza dipende dall’assenza di un centro, di una stella polare, un punto intorno al quale ruoti la realtà. Se questo punto fossimo noi stessi, saremmo messi male: nonostante le arie di autosufficienza, siamo figli, creature, dipendenti. Se invece è il Cristo, non dobbiamo temere tempeste o cataclismi: è la roccia incrollabile, ben rappresentata nel finale del discorso del monte.
Se Gesù è il fondamento, possono esserci momenti in cui è di troppo? È un bel tema per l’esame di coscienza.

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