Vorrei imparare a respirare col vento
e planando invadere la dimora dell’infinito
per poi vedere dove nasce l’aria che si slega
tra i raggi della vita
Vorrei poter scorrere tra le acque
e succhiarne il midollo fresco di sale
per poi vedere dove
le sirene si lascian morire
Nuotando contromano
vorrei che il tuo richiamo mi riportasse al giorno
per sentire il vagito dell’alba che si sveglia
trovandoci ancora impuri
Vorrei esser una goccia di pioggia
per morire in una rosa…
sgelarmi tra le braccia del sole
e scoprirmi nella culla arruffata delle nuvole
Quante cose vorrei che fossero
e quante altre vorrei che mi portassero con sé!
Mi basterebbe solo
che tu lasciassi le tue palpebre
sul ciglio del mio mondo
per riscoprirmi sultano di un trono che non è mio
e governare un impero che non ho domato mai
Vorrei che fluendo dalle porte del noto
uscisse fuori l’idrofobia zitta
del mio momento