Pensieri sparsi

“Era se stesso e sapeva cosa era stato”
Così si chiude il romanzo che nelle prime pagine già narra nei fatti la vita intera del protagonista.
Ci viene detto che Stoner ha avuto una vita piatta, normale, che pochi si ricordano di lui. Nessun evento della sua vita sembra esser degno di esser ricordato.
Una vita anonima, pare essere quella raccontata.
Eppure la lettura prosegue senza indugi, provocando emozioni diverse; rabbia, comprensione, compassione.
Viene data una chiave di lettura iniziale che poi viene disattesa.
Perché la vita di Stoner non ci pone di fronte alla domanda: “Perché vivere, se sappiamo in partenza che ci attende la morte ?” Che ricorda quella camusiana, in fondo. Ma alla domanda “Come viverla ?”
Apparentemente la sua vita può essere interpretata come una grande sconfitta, vissuta rassegnandosi a tutto ciò che gli accade.
Priva di quella volontà che quasi tutti gli uomini hanno di…

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