Sozzetti: Sanità, Atenei, ospedali e il Protocollo ‘fantasma’ che si aggira in Piemonte (e non mancherebbe nemmeno un licenziamento)

Sanità, Atenei, ospedali e il Protocollo ‘fantasma’ che si aggira in Piemonte (e non mancherebbe nemmeno un licenziamento)

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di Enrico Sozzetti. Alessandria
https://160caratteri.wordpress.com/
C’è un ‘fantasma’ che si aggira in Piemonte. È il testo di un protocollo di intesa che risale al 2014, ma di cui finora non si riesce a trovare traccia all’interno degli atti delle aziende che avrebbero dovuto recepirlo. La vicenda interessa in modo diretto le due università piemontesi (Torino e Piemonte Orientale) e le rispettive aziende ospedaliero-universitarie. Ma se Novara è, ovviamente, in prima fila, Alessandria non è esente dall’interesse in quanto è sempre aperta la partita del possibile sdoppiamento del corso di medicina che coinvolgerebbe anche l’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’.
Prima degli ultimi sviluppi, ripercorriamo la storia che ruota intorno al rapporto fra le aziende ospedaliere universitarie e le scuole di medicina piemontesi. Esiste una delibera, la numero 9-7209 del 10 marzo 2014, relativa al protocollo di intesa tra Regione Piemonte, Università del Piemonte Orientale e Università di Torino.

L’atto che doveva “regolamentare i rapporti tra la Regione Piemonte, l’Università degli Studi del Piemonte Orientale e l’Università di Torino sotto il profilo dell’integrazione tra le attività proprie degli enti interessati, di assistenza, di didattica e di ricerca”, definendo “il funzionamento delle aziende ospedaliero-universitarie di riferimento territoriale” è stato regolarmente approvato e pubblicato il 10 aprile del 2014 sul Bollettino della Regione Piemonte. Il passaggio successivo prevedeva che il testo fosse recepito all’interno degli atti delle singole aziende. Ma pare che finora tutto questo non risulti.
Nelle scorse settimane il sindacato Confintesa Ugs Medici ha voluto vederci chiaro rispetti ai rapporti fra l’ospedale di Novara e la Scuola di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale che sono ancora regolati dal Protocollo regionale di intesa del 6 novembre 2009. Nella deliberazione del 21 dicembre 2009 relativa alla ‘Presa d’atto del Protocollo d’intesa tra Regione Piemonte e Università degli Studi del Piemonte Orientale’, l’articolo 16 al punto della ‘Durata’ riporta che “il presente Protocollo d’Intesa entra in vigore alla data della stipulazione e ha la durata di tre anni prorogabili, per espressa volontà delle parti, sino alla stipulazione del nuovo Protocollo”. Che quindi sarebbe quello del 2014. Però scorrendo il testo dell’atto aziendale dell’ospedale ‘Maggiore’ di Novara, scaricabile dal sito internet, si trova solo il riferimento al protocollo del novembre 2009 e non altro.
Cosa significa la mancanza di un rinnovo esplicito? “Sostanzialmente è come un inquilino che per proseguire la locazione deve rinnovare il contratto stesso di affitto” dice Confintesa Ugs Medici. Il sindacato si è messo alla ricerca della documentazione perché “se la forma è sostanza allora la forma ha un suo valore”. E così il dottor Pietro Luigi Garavalli (lavora al ‘Maggiore’) si rivolge al Rettore dell’Upo, Cesare Emanuel, per chiedere chiarimenti. Passano i giorni e finalmene arriva la risposta. Che, se possibile, rende ancora più ingarbugliata la storia. Emanuel cita due comunicazioni, la prima dell’allora assessore regionale Paolo Monferino che nel 2012 conferma che i rapporti fra la Regione Piemonte e l’Università del Piemonte Orientale sono regolati dal Protocollo del 2009, e una seconda del 14 febbraio del 2013 in cui “la Direzione Sanità della Regione Piemonte, con riferimento al protocollo d’intesa del 6 novembre 2009, ha inteso riconfermare la vigenza del documento e degli eventuali atti emanati in esecuzione di tale intesa, sino all’approvazione del nuovo protocollo d’intesa”. Subito dopo si legge che il Rettore, il 7 marzo 2013, ha comunicato alla Direzione Sanità della Regione Piemonte, la presa d’atto del contenuto della comunicazione.
La risposta di Emanuel arriva il 2 maggio 2018. Ma gli atti cui viene fatto riferimento si fermano al 2013. Cosa è successo al Protocollo rinnovato, approvato con una delibera di giunta il 10 marzo 2014 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale il 10 aprile 2014?
All’ospedale di Novara in questi giorni non mancano i motivi di discussione. C’è la storia del Protocollo, l’attesa per il rinnovo della direzione aziendale attualmente affidata al commissario Mario Minola, ma anche quella di un licenziamento. In prima linea c’è sempre Confintesa Ugs Medici che “con grande stupore – si legge su un breve comunicato stampa – apprende la notizia del verosimile licenziamento, la scorsa settimana, di una collega in servizio presso la Struttura complessa di ‘Medicina e Chirurgia di Urgenza’ (il direttore è Gian Carlo Avanzi, ndr). Poiché la pratica è stata affidata a uno studio legale non si possono fornire ulteriori precisazioni in merito, se non solidarietà alla collega stessa, che si è laureata e specializzata a Novara e da anni lavora in ruolo come dirigente medico”.
Non ultimo, c’è un altro motivo di interesse che coinvolge le province di Alessandria, Vercelli e Novara: l’elezione del nuovo Rettore dell’Università del Piemonte Orientale. Dal 2 maggio è ufficiale che i candidati sono due, Gian Carlo Avanzi e Salvatore Rizzello, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze politiche, economiche e sociali di Alessandria. La lettura dei due programmi (approfondimento nei prossimi giorni, ndr) mette in evidenza due visioni in buona misura differenti, sia rispetto al rapporti con i territori e con l’intero Nord Ovest, sia in relazione all’organizzazione interna. Mentre Alessandria appare ancora lontana da un dibattito nel merito dei programmi, a Novara il clima appare più frizzante e si rimbalzano voci diverse, fra cui quella che ci sarebbe un orientamento, da parte del candidato locale, di estendere la timbratura a tutti i medici, ospedalieri e universitari. Questioni tecniche, certo. Ma che anche ad Alessandria dovrebbero cominciare a studiare, caso mai andasse in porto un giorno lo sdoppiamento del corso di medicina.

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