DELIBERA OSPEDALIERA, CHIAMPARINO E SAITTA METTONO A RISCHIO LA SANITA’ PIEMONTESE. IL NUOVO PARCO DELLA SALUTE DI TORINO SARA’ UN BUCO NERO FINANZIARIO E SANITARIO

Lotta dura per l’intera giornata in Consiglio regionale contro la delibera sull’edilizia sanitaria regionale, un progetto che rischia di portare allo sfascio la sanità piemontese. Ancora tagli ai posti letto, nuovi debiti per 30 anni per la Regione e grossi affari per i privati. Saranno questi gli effetti del disegno di Chiamparino e Saitta.

Gli aspetti più preoccupanti riguardano la Città della Salute di Torino. Sono previsti appena 1.040 posti letto contro i 2320 attuali ed i 1820 previsti dalla revisione della rete ospedaliera effettuata in solitaria dalla Giunta a cavallo tra 2014 e 2015 Saranno dimezzati e come se non bastasse avremo due documenti ufficiali della Regione Piemonte che diranno due cose ben diverse. Anche aggiungendo i 400 posti letto del CTO, riconvertito a ospedale territoriale, buttando via milioni di investimenti nell’unità spinale, non arriveremmo a uno standard minimo sufficiente a garantire i livelli sanitari minimi.

In questo modo la Regione perderà capacità di risposta alle esigenze sanitarie ad alta complessità nella città di Torino e capacità attrattiva da altre regioni d’Italia, peggiorando ulteriormente il saldo negativo della mobilità, già a meno 80 milioni di euro nel 2016 (unica regione del nord con mobilità passiva).

Nella delibera mancano del tutto gli investimenti sul territorio e per la lungodegenza per anziani per permettere risposte alternative all’ospedale e fare veloci dimissioni protette. Insomma ancora una volta si parte dal tetto e non dalle fondamenta per realizzare la nuova idea di sanità piemontese.

Davide Bono, consigliere regionale M5S Piemonte

Vicepresidente Commissione regionale Sanità