I BAMBINI PIEMONTESI NON VACCINATI POSSANO TERMINARE  L’ANNO SCOLASTICO. IN UMBRIA AVVOCATURA DI STATO SI E’ ESPRESSA PER EVITARE ESPULSIONI COME PREVISTO DA LEGGE

Parte dall’Umbria, Regione a guida PD, un’iniziativa di buonsenso: avviare un dialogo con il Governo “affinché tutti i minori possano giungere alla fine dell’anno scolastico”. Un impegno contenuto in una mozione votata all’unanimità in Consiglio Regionale.
Tutt’altra situazione in Piemonte, dove ogni tentativo in questa direzione è stato prontamente respinto dalla maggioranza di centrosinistra. Anche la nostra comunicazione inviata ai dirigenti scolastici ha sortito l’unico effetto di provocare una reazione stizzita da parte dell’Assessorato.
Eppure, quanto da noi espresso trova conferma in un’interpretazione dell’Avvocatura di Stato umbra che, in risposta ai dirigenti scolastici, ha replicato sostenendo che è la legge 119 stessa e la successiva circolare 01679 emessa dal Ministero dell’Istruzione a sostenere che “potrà essere prodotta copia di formale richiesta di vaccinazione all’ASL e detta vaccinazione dovrà essere effettuata entro fine dell’anno scolastico”.

Nella nostra Regione, invece, l’escamotage di Saitta di garantire l’accesso libero alle vaccinazioni ha impedito alle famiglie di far valere la prenotazione della vaccinazione come documento valido a consentire la fine dell’anno scolastico. Un percorso impositivo, spietato verso i bambini e verso le famiglie, che non hanno nemmeno più potuto accedere ai colloqui informativi con le Asl per fugare ogni dubbio e vaccinare con piena consapevolezza.
L’obiettivo della legge non è l’esclusione dei bambini dalle scuole ma ottenere la più alta copertura vaccinale possibile. Per questo risulta ancora più incomprensibile la rigidità della Giunta Chiamparino e il rifiuto di adottare decisioni di buon senso.
Francesca Frediani, Capogruppo M5S Piemonte