Flaconcini addio, parte dagli Usa la rivoluzione verde degli alberghi, di Francesco Semprini. La Stampa

Flaconcini addio, parte dagli Usa la rivoluzione verde degli alberghi

Verranno sostituiti da dosatori. Il risparmio più che economico sarà ambientale
Francesco Semprini New York. http://www.lastampa.it

Shampoo, balsamo, crema per il corpo e, per i più fortunati, bagno schiuma.

Da oggi i «flaconcini» onnipresenti nelle camere di albergo di tutto il Pianeta rischiano di diventare oggetti d’epoca. Le grandi catene dell’ospitalità stanno infatti progressivamente sostituendo le bottigliette da circa 40 ml con dosatori di misura più ampia direttamente installati dentro vasche, box doccia o accanto ai lavandini.

Si tratta di una soluzione – sostengono gli operatori del settore – sicuramente più economica, che consente di ridurre gli sprechi di liquidi per l’igiene personale, e che, soprattutto, ha un minor impatto ambientale.

Sono infatti miliardi le bottigliette di plastica presenti nei grandi hotel, ma anche negli alberghi di dimensione inferiore, che occorre smaltire ogni anno. Basti pensare che ogni 12 mesi si consumano almeno mille bottigliette di prodotto per ogni camera d’albergo, il tutto moltiplicato per le oltre 5 milioni di stanze presenti negli Usa, con costi di smaltimento e impatti sull’ecosistema non trascurabili.

Ecco allora che Marriott ha già avviato la transizione verso i dosatori fissi di più grandi dimensioni in 450 strutture appartenenti ai cinque differenti marchi operativi sotto il suo controllo. Ed entro giugno il cambio sarà allargato a 1500 hotel di tutta l’America settentrionale. InterContinental Hotels Group sta già procedendo ad una sostituzione in blocco in tutti gli alberghi che operano con i quattro «brand» del gruppo. Mentre le strutture di fascia più alta Kimpton, del gruppo Hig, sono state precursori dotandosi già dotate da tempo di dosatori fissi.

Si tratta della fine di un’era, come afferma il Wall Street Journal, figlia non solo di mutate esigenze economiche e ambientali, ma anche di un attento studio di mercato sul comportamento della clientela. Molti ospiti di hotel, in particolare famiglie, hanno bisogno di utilizzare maggiori quantità di shampoo o sapone liquido rispetto a quelle presenti in una bottiglietta da 40 ml. O vogliono evitare di dover uscire bagnati dalla doccia per dover recuperare i mini-flaconi dimenticati prima di entrarvi. E ancora essere costretti a leggere minutissime indicazioni sulle bottigliette senza l’ausilio degli occhiali lasciati altrove, o di correre il rischio di vedere i tappi finire irrecuperabilmente nel buco di scolo della vasca. Non mancano tuttavia le critiche di alcuni affezionati del campioncino, secondo cui il passaggio al dosatore a muro è una caduta di stile non indifferenze, come quelle che hanno portato al ritiro di altri prodotti dai bagni delle camere d’albergo, ad esempio il collutorio, la carta intestata e le penne. «Quale sarà il prossimo passo, eliminare lo zucchero dal kit per la colazione?», domanda al Wsj Dennis Lennox, consulente commerciale di Detroit che trascorre almeno 200 giorni all’anno in alberghi in giro per gli Usa. Si definisce un «road warrior», un guerriero della strada perché «on the road» passa solitario gran parte del suo tempo lavorativo. Come lui tanti altri non hanno preso di buon grado l’iniziativa anti-campioncini.

Sono gli stessi che dinanzi alla questione del minor spreco affermano che con i dosatori, avendo più prodotto a disposizione, se ne usa di più sotto la doccia. La replica è di Liam Brown, responsabile dei «brand» Marriott nelle Americhe, il quale spiega che se il risparmio in termini economici è limitato, circa 2 mila dollari mediamente a struttura alberghiera, il vero impatto è ambientale. Quando la transizione avviata dalla catena per la quale lavora riguarderà la quota obiettivo dei 1500 alberghi, Marriott avrà ogni anno 170 tonnellate in meno di plastica da smaltire.

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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