Quattro generazioni di donne

baciati dall'ansia

Questo post si sarebbe dovuto chiamare “X motivi per cui non abiterei a Londra”, eppure non possono parlarvene ora, ma prometto che lo farò. Vi farò un post LUNGHISSIMO e noioso, quindi se non volete leggervi tutta ‘sta pippa mentale, chiudete ora.

Il mio ritorno da Londra è stato un breve passaggio dall’aeroporto (e gli italiani che applaudono quando l’aereo atterra) all’ospedale. Si tratta della mia dolce nonna, quella che mi dava di nascosto i 20 euro “così ti compri il gelato”, che la pasta cu pummarol ‘ncopp era più buona fatta da lei perché ci cuoceva dentro il muscolo e il lardo (‘azz), che “statt accuort” prima di uscire di casa e la pastiera era quella dei poveri fatta col riso e gli spaghetti.

Il mio ritorno ha coinciso con una chiusura. Abitavo ancora a Torino, erano gli anni dell’Università, quando un giorno lavando i piatti, una tazza che…

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Il sesso che ci facciamo

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Visto che mi piacciono le note stridenti, far accapponare la pelle, la pietra dello scandalo, pensavo che dopo un post su un funerale ce ne stesse proprio bene uno sul sesso.

Perché vedete, il sesso è vita.

Il sesso che ci facciamo è qualcosa che fa male, è qualcosa che fa bene. La mano tesa a curarmi questa notte è la stessa pronta a uccidermi tutte le notti che seguiranno, vuote di te.

Il sesso che ci facciamo sono le tue parole improvvise e piene di desiderio, sono i miei silenzi inginocchiata tra le tue gambe. Io sono la tua dea, io sono peggio di tutte le tue schiave. Dammi da bere di te, neanche potessi scioglierti nella mia bocca e restare. Il nostro è un effimero tentativo di possederci, di fermare il moto perpetuo che ci tiene lontani, di cancellare la paura.

Il sesso che ci facciamo…

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Un orso polare bipolare

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Non aspettatevi troppa coerenza da una come me, ve ne prego. Il fatto è che passo facilmente dalla disperazione più acuta a un’euforia invadente e contagiosa.

Va da sé che il titolo non c’entri nulla con ciò di cui vi parlerò.

è stato il seme di un dubbio improvviso, scoppiatomi nel cervello mentre pranzavo oggi, godendomi la mia unica ora al giorno di televisione con un programma spazzatura, (di quelli che amo tanto, per intenderci). Dico sempre: tanta cultura, libri e serietà, ogni tanto c’è da mettersi davanti a Real Time per capire quanto male va il mondo.

Non era Appuntamenti da incubo, né Chi diavolo ho sposato?, né My strange addictionPazzi per la spesa. Questa è una novità di canale 31, che trovate a mezzogiorno: coppie di sconosciuti che escono a cena. Un appuntamento al buio, ma scoppierà la scintilla?

Beh, a me…

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Amica insonnia

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Sono nata così. I primi 15 giorni della mia vita, dormivo di giorno e rompevo le palle ai miei genitori di notte. Il pediatra disse ai miei: “La bambina ha preso il giorno per la notte“. C’era un solo modo per farmi dormire: portarmi in giro in auto, oh lì sì che mi facevo delle belle dormite. Capita anche ora d’altronde, quando ho sonno, dopo una gita o durante un viaggio, io in auto, treno o pullman collasso. In aereo no, lì sto col naso contro il finestrino a dire: oh, guarda che bello.

(Lo sapete già che ho 13 anni, in realtà).

E lì, mamma e papà architettarono un piano cattivissimo.

sono-insonne

Mia madre, dopo l’ennesima notte insonne, l’indomani fece di tutto per tenermi sveglia tutto il santo giorno: piccoli spaventi, schiaffetti sulle guance. Niente riposini, bella di mamma. Ovvio che quella notte dormii secca come non…

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10 parole che amo

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Delizia delle orecchie, obbrobrio meraviglioso se lette da chi ha la erre o la esse moscia:

nonsense-parole-che-amo

  • Grissinificio
  • Massachusetts
  • Pusillanime
  • Uroboro
  • Nonchalance
  • Villipendio
  • Esoso
  • Ossesso
  • Plumbeo
  • Sozzo / Sozzezza

Ho deciso di fare inutili liste come queste più spesso. Perché l’uomo ama da sempre l’elenco, e un gran professore italiano ci ha fatto su pure un libro. No, sul serio, non c’è alcuna motivazione sensata, amo i nonsense.

(Consigli per gli ascolti: Janis Joplin – Cry baby).

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Solo l’ennesimo dei tuoi fallimenti

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Accendo il PC, tra le note che mi riempiono il desktop, una si fa notare. L’ho colorata di viola, invece che del solito giallo finto Post-it. C’è scritto: – 5.

è un lento conto alla rovescia che mi sono imposta, perché faccia male.

La modifico, scrivo: – 4.

Cazzo, questo conto alla rovescia è davvero lungo, e dura da tre settimane. Ogni giorno che passa è un colpo al cuore. Ora, proprio ora che sono giunta alla fine, sono pronta: il dolore per l’ennesimo fallimento è qualcosa che va apparecchiato con cura, celebrato con tutto l’amore che abbiamo in corpo.

Solo l’ennesimo, mica il prima, mica l’ultimo.

ennesimo-fallimento

Sai, questa volta avevo osato crederci sul serio, ci avevo messo tutta la speranza, tutto l’impegno, tutte le notti sveglia a lavorare. Modificare, migliorare. Fanculo. Ci avevo messo tutta me, senza paura.

Quanti di voi stanno facendo un conto alla rovescia…

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Cosa sei disposto a perdere?

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Circa cinque anni fa avevo un motto: se voglio, vendo anche l’anima. Lo dicevo con una tale convinzione che dovevate sentirmi! Era il pezzo di una triste canzone punk, una tra i pochi ricordi rimasti del liceo e di quella brutta fase della vita chiamata adolescenza (Perché noi non sapremo mai se quello che abbiamo è giusto, però non lo so, per sognare cosa sei disposto a perdere?). La gridavamo con veemenza sotto qualche palco di una festa della birra di paese, che fosse estate o inverno nulla ci fermava.

Loro, i miei compagni, i miei amici, ubriachi fino all’ultima goccia di decenza, con le magliettone nere da metallari, slavate con su teschi e borchie ovunque. Io, che sono sempre la radical chic, quella nata nel posto e nella famiglia sbagliata, ero astemia per scelta e mi distinguevo in quanto vestita bene, come vorrebbe nonna. E con sempre…

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La fides: amarti come un ladro

baciati dall'ansia

Quando taci, quando chiudi a chiave i tuoi demoni, quando ti giri dall’altra parte del letto, ti sei mai chiesto cosa mi stai facendo?

Quando parlo di fiducia, sto pensando anche alla fides e alla fede. Dividiamo le persone che conosciamo in due gruppi: persone che meritano la nostra fiducia e persone che rimangono fuori da un certo recinto che preclude un lato molto intimo di noi.

Meglio dare fiducia e, quindi, affidarsi a pochi individui. Anche uno solo.

A chi amo do la mia fiducia, la fides (lealtà, ma molto di più) e la mia fede più totale. Un po’ come dare in mano a qualcuno una chiave in grado di distruggerti. Da chi amo pretendo fiducia, fides e la sua fede. Il che diventa complicato quando l’altra persona non crede a niente, ma questo è un discorso a parte.

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Allora, cosa succede quando apriamo la…

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Petrarca era un bugiardo

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Vi ricordate di quando scrissi un post su come le persone assomiglino ai manoscritti? (Lo trovate qui: Dei manoscritti, e delle loro storie). Beh vi avevo detto che forse un giorno vi avrei parlato del Petrarca, ma ho deciso di fare di più.

Ho deciso che man mano vi scriverò delle cazzate che hanno fatto la storia. Ciò che ci insegnano a scuola è tutto molto bello, certo, ma alle volte dovrebbero raccontarci qualcosa che va un po’ al di là delle etichette e definizioni. Per intenderci, io ho capito quanto Leopardi stava male soltanto quando ho saputo che si faceva tagliare la carne dal padre, perché i coltelli gli mettevano ansia o roba simile. Sul serio, gli ho voluto un sacco di bene, da voglia di abbracciarlo.

Lavorando coi ragazzi mi è capitato di riconoscere nei loro occhi della curiosità proprio quando mi trovavo a raccontargli di…

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Quel porco di D’Annunzio: l’arte della fellatio

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Ebbene sì, per la mia nuovissima rubrica “Cose che non sapevi di voler sapere” sono già approdata al tema sesso. Chi mi segue da molto non si meraviglierà di certo, memore dei numerosi post in cui la tematica torna (visto che siete viziosi, vi consiglio di ripassare questo: Il sesso che ci facciamo).

Il fatto è che ho voluto seguire il suggerimento di un commento al post precedente, ma parlare di D’Annunzio significa finire inesorabilmente col parlare di sesso. Persino il pudicissimo Alessandro Barbero in Poeta al comando, romanzo che parla dell’avventura del Vate a Fiume, se n’è uscito con dei passi tanto erotici che dopo non sono più riuscita a seguire le sue lezioni come prima. Non riesco a togliermi dalla testa, ad esempio, la trovata di D’Annunzio di riservare trattamenti opposti ai seni dell’amante: tetta cattiva, tetta buona. Una si merita i morsi…

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Perché Il Piccolo Principe ha avuto (e avrà) tanto successo

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Ultimamente va un sacco di moda scagliarsi contro Il Piccolo Principe. Va benissimo, ci mancherebbe, ci sono mode più deleterie come quella dei risvoltini. Ecco, però una cosa che non posso accettare è che si dica che tutti quelli che la pensano diversamente non hanno un cervello. O, peggio, che non leggano libri. La logica sarebbe quella per cui “Se qualcuno ama Il Piccolo Principe è perché evidentemente non ha mai letto nulla” (copio il commento FB di un utente).

Se esiste storicamente la figura del critico letterario c’è una ragione.Internet ci ha fatto credere di poter dire tutto quello che pensiamo, che la disintermediazione sia sintomo di progresso, che la politica sia materia alla portata di tutti. Quando sento qualcuno sparare un sacco di fesserie su un libro, mi viene voglia di prendere quel pezzo di carta che è la mia laurea e di gettarlo al…

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Cleopatra la bruttina e il bagno nel latte

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Penso a Cleopatra e penso ai suoi lunghi bagni nel latte di asina. Mi succede così, quando devo invidiare qualcuno, io invidio lei, la regina delle regine. Affascinante e incredibilmente intelligente, Cleopatra ammaliava tutti e persino gli uomini più potenti del mondo cadevano ai suoi piedi come pere cotte.

E allora sì, quando in vasca chiudo gli occhi e penso, io invidio i litri di latte che la circondavano. Ma fosse anche cioccolato, fosse champagne, meraviglioso. Datemi un grammo del suo charme.

  • 1. Cleopatra non era bella

Figura tragica, inafferrabile, piuttosto di diventare la schiava d’altri si uccise. L’hanno impersonata le donne più belle di ogni epoca, è stata dapprima rappresentata nella scultura assimilandola all’immagine della bella Venere, e da lì ogni secolo ha prodotto le sue opere d’arte secondo i canoni del tempo (molto abbondante nei dipinti del Barocco, ombrosa e maledetta nel Romanticismo, perfetta come

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Le monadi non hanno finestre, ma muri da abbattere

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Nevica ogni anno, questo giorno. Certo, gli altri mica se ne accorgono, che mi sta nevicando dentro e sulle labbra, che i miei occhi cambiano per un giorno colore e diventano grigi come i tuoi tanti anni fa.

Soltanto ora so leggerci dentro a quella nebbia che ti riempiva: la ferocia, la smania di attaccarsi alla vita.

(Ma a volte splendevano di gioia pura e, allora, ecco che i tuoi occhi si riempivano di mare e quello era tutto l’azzurro a cui agognavo. Mi sono sempre chiesta: ero io a portarcela quella gioia, ero io la luce?)

Nevica, come in quella copertina del New Yorker, dove ci siamo io e te, mezzi svestiti su un letto sfatto. Soltanto ora la riconosco, quella ferocia, te la portavi addosso come se fosse un peso, ma poi adoravi scaricarla su di me. Mi dicono che l’odio sia salutare, che quella sia…

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Morti di fame, ma nativi digitali

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Generazione 2.0, ho scoperto di appartenere a quella cerchia di individui che gli studiosi analizzano con attenzione, classificando il campione in ricerche che includono sempre il nome “nativi digitali”.

Ci chiamano così perché facevamo informatica alle elementari, a 8 anni avevamo un pc grosso come un tavolo e una connessione internet che si poteva usare soltanto rinunciando alla linea telefonica.

Bella roba. Io nativa digitale non sapevo nemmeno di esserlo. Certo, sono cresciuta col Commodore 64 prima, il Nintendo e il Super Nintendo dopo, il Game Boy color come regalo della Comunione, Age of Empires per tutta l’infanzia, GTA, Final fantasy e The Sims quando ancora la grafica faceva cacare (ma a noi sembrava di avere in mano una roba ultratecnologica e fighissima). Quindi, adesso non tiriamo fuori che i bambini non leggono più per colpa dei videogiochi, io ero una piccola nerd ma sono cresciuta anche a

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La paura di fallire e il diavolo

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Fallire è un verbo con un’etimologia complessa. In realtà, semplicissima: deriva dal lat. FALLERE>fallire, con passaggio dalla terza alla quarta coniugazione.

Oggi con “fallire” intendiamo quando non ce la facciamo in qualcosa, quando perdiamo, quando scivoliamo. Ecco, il significato moderno è proprio collegato al concetto di “caduta”, come se la nostra impresa fosse una gara in cui stiamo dando il meglio di noi ma, all’improvviso, appoggiamo male il piede, la caviglia cede e noi ci troviamo col culo a terra.

In latino FALLERE significa ingannare, però, non sbagliare. Come ci siamo arrivati alla caduta, dunque? Beh, il significato moderno di “fallire” inizia a prevalere a un certo punto durante il medioevo, quando il verbo viene collegato intrinsecamente alla figura del diavolo. Ci sono due passaggi:

paura-di-fallire-etimologia

1) diavolo = ingannatore

Nei testi e nei commenti medievali il diavolo viene sempre indicato come “il bugiardo” o “l’ingannatore”, vedetelo nel…

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Rasputin: 33 cm di amore, pt. 2

baciati dall'ansia

Qualche settimana fa vi ho già detto un po’ di cose su Rasputin, il depravato. Orbene, se non l’avete già letto, dovreste farlo prima di cominciare questa seconda parte (la prima la trovate QUI).

Una piccola premessa che avrei dovuto fare già nello scorso post riguarda l’etimologia incerta del cognome “Rasputin”, che per alcuni potrebbe proprio derivare da “depravato”. Insomma, nomina sunt consequentia rerum (e non ditelo a me che sono una qualsiasi figlia del selvaggio Dioniso).

Provolone e stupratore de lonh

Dunque, il nostro Rasputin è passato alla storia come un uomo dall’appetito sessuale impossibile da contenere e domare. Già abbiamo parlato dei suoi presunti poteri guaritori, ma per capire quanto sia originale la leggenda attorno al santone è necessario nominare le diverse accuse di abusi sessuali perpetrate da donne di ogni statura ai danni del povero Rasp. Un sacco di denunce, tutte smentite dalle autorità…

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A 27 anni…

baciati dall'ansia

A 27 anni c’è chi muore, ma è perché è un artista. Per questo io punto da sempre a diventare famosa dopo i 28, non si sa mai.

A 27 anni si può decidere un giorno di essere coraggiosi e rifare tutto daccapo.

A 27 anni la forza che avevi sette anni fa ti lascia, perdere un treno non ti fa più ridere, manca un po’ di leggerezza.

A 27 anni non si può essere fedeli a un’idea, a un corpo forse.

Si è già stanchi di cercare l’amore, si decide che in fondo non è così necessario.

A 27 anni si è meno disposti a perdonare, più a ingoiare, più a legarsela stretta al dito.

A 27 si fanno ancora tante cazzate, come a 19, gli amici forse sono persino gli stessi di allora. è che tutto attorno è cambiato, non ci sono più le stesse stelle…

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5 cose per quando sarò ricca

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Sì sì, lo so che manco da molto e sono tacciabile di incoerenza e altre mille ragioni che mi portano a dire: ma chi ve lo fa fare di leggermi? Eppure siete qui, quindi ve li beccate, i miei propositi per quando sarò ricca (o perlomeno una parte). E sì, non uso un periodo ipotetico perché si dice che a sognarle con poco ardore, poi le cose non succedono. O perlomeno io la penso così. Quindi:

1) un viaggio in Argentina, tipo subito

2)QUEI libri che voglio da anni ma che costano troppo (tipo tutti quelli sui bestiari medievali, quei libri meravigliosi della Taschen e così via)

3) fare certi regali a certe persone (perché sono anni che sento storie tanto tristi e dolci e che prometto di elargire cose a destra e manca)

4) una (seconda) casa al mare. Perché da vecchia voglio fare colazione…

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Le cose che succedono in mezzo

baciati dall'ansia

Qualche mese fa vi raccontavo (QUI) di una stanza piena di persone che, come me, speravano di superare il primo di una serie di test per entrare in un master. Eravamo più di cento e, quando ho scoperto di essere passata… Beh, questa vale la pena raccontarla: mi trovavo nel bagno della Rinascente (che bella immagine), aggiornando la pagina dei risultati per la millesima volta quella giornata. Ma eccoli, finalmente i risultati. L’ho dovuto leggere quattro o cinque volte: il mio nome e di fianco un bollino verde. Mi sono sciacquata il viso in mezzo a questo gruppo di donne cinesi, russe, della Milano bene, che per quanto ricche in fila per un bagno diventano più burine di chi è nato nei sobborghi delle risaie novaresi, come me. Mi sono divincolata dalle loro gomitate fameliche e sono uscita dal bagno: A. mi ha guardata e dal sorriso…

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Una notte ancora

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Un mese fa scrivevo a caratteri cubitali su un foglio:

“Tu sei

una fottuta

guerriera”;

e lo appendevo all’armadio. Sapevo che sarebbe stato difficile sopravviverti. Sapevamo entrambi che sarebbe stato difficile sopravvivere a un amore come il nostro.

Oggi sto a terra, sotto quella scritta. Impacchetto anche l’ultimo regalo, l’ultimo che ti darò mesi dopo averlo pensato, acquistato. Scrivo una lettera su un foglio a quadretti, è una lettera d’addio, o come la vuoi chiamare. La infilo nel pacchetto, io e queste parole siamo circondate di fazzoletti pieni di lacrime.

Penso a tutte le volte che ho immaginato di fare l’amore con te su questo pavimento, penso a tutte le volte che me l’hai promesso. Non ci sarà angolo della tua casa dove non avremo fatto l’amore, mi hai detto mentre svuotavo gli scatoloni del trasloco.

Una notte ancora. 

una notte ancora

Faccio queste cose, sai. Mentre tu non ci sei,

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Gli appuntamenti il giorno dopo

baciati dall'ansia

Il rumore di pioggia sotto agli ombrelli, quello fuori di notte quando dormi in una casa che non è la tua. Passeggiare senza meta e fingere di sapere dove sono, moderne Cenerentole preoccupate di che ore sono che poi la metro chiude.

Tutti i baci non dati, quel messaggio che diceva “Ti prego, dimmi di restare” cancellato e riscritto più volte, mai spedito. L’imbarazzo di uno sguardo d’intesa con uno sconosciuto in metro mentre sono con un altro. L’impaccio dei corpi maschili nudi, la perfezione statuaria di certi femminili.

La walk of shame della domenica mattina, le ragazze struccate che indossano ancora le scarpe di ieri notte, lo sguardo malinconico che tanto (a me mica lo potete nascondere) state pensando sempre a quell’altro amore impossibile, mentre la notte con chi l’avete passata.

Le colazioni al bar, gli occhi stropicciati, parlare già di altro proiettati con la testa al lavoro…

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Guarire significa stare in guardia, forse

baciati dall'ansia

“Guarire” ha la stessa radice di “guardare”.

Mi piace pensarci ora, mi piace pensare che per guarire io mi stia guardando da fuori. Come si fa con un bambino al parco, come si fa con un castello. Mi piace pensarmi “in guardia” dagli assalti, dal nemico. Mi piace sapermi all’erta, guardinga, fuori dalle mura di me, entro il fossato.

Mi piace sapere che mi sto prendendo cura di me. E anche “cura”, d’altronde, deriva dalla latina “preoccupazione”. Mi guardo, e mi preoccupo, come una madre al parco, sì. Però lascio che io corra e chi mi sbucci le ginocchia.

Guarire da cosa, mi chiederesti innocente.

(Ah, se mi guardassi anche tu, qualche volta, ma davvero. Quante cose che vedresti, un universo intero di colori, di emozioni difficili da tenere, di caos e idee da imbrigliare.)

Guarire da cosa, mi chiederesti ancora, non capendo.

(Fuori dalla metro…

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L’etimologia bella delle merende

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Un languorino improvviso, lo stomaco parla, attorno ne ridete. Guardi l’orologio e puntualmente sono passate da poco le 16. Se si può parlare di orologio biologico per me, vale soltanto per l’ora della merenda, annunciata prepotentemente da quella stretta alla pancia, preparata dalle carte delle gelatine scartate in ufficio.

Merenda. Che parola meravigliosa. Per i più, plurale neutro del gerundivo di merēre, meritarsi. Un po’ come dire: cose da meritarsi. Perché la merenda non è mica un pasto canonico, di quelli che ti sono dovuti. Se sei un uomo al soldo, ti è dovuto un pasto al giorno, forse due, ma la merenda è un premio. Sei stato il più forte e valoroso sul campo di battaglia, sei stato leale coi tuoi compagni e hai ucciso più nemici.

Ti meriti un pasto extra, un riconoscimento per ciò che hai fatto.

Da bambino la si percepisce ancora così…

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Frida. Non solo Diego pt.1 La bisessualità che non piace

baciati dall'ansia

Ciò che mi piace di Frida Kahlo è il modo in cui visse la sua sessualità. Appieno, come mangiare da un cappello pieno di ciliegie, ma non in modo vorace o volgare. Frida Kahlo era un’artista a tutto tondo e, come i veri artisti, lo era anche nel cogliere l’eros nelle cose della vita.
Diventata personaggio pop, nuova icona di un femminismo che alle volte ha davvero poco da spartire con lei, Frida in realtà ebbe due storie. Una pubblica e romanzata a cui tutti attingono a piene mani per costruirci su un idolo di questa (e delle prossime?) generazione. E una che corre sotto alla superficie più pubblica, non perché fosse nascosta, ma perché forse piace un po’ di meno all’immaginario mainstream.

Per capirci, dici Frida e dici Diego, Diego Rivera, il grande amore e «incidente» della vita dell’artista messicana. Un motivo che a furia di ripeterlo…

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Sant’Agata santa patrona di Catania.

albaretna

Sant’Agata 2018 la donna martire, patrona di Catania, here my candle.

Per diversi anni non ero più riuscita a portare il cero, a causa impedimenti vari, di conseguenza avevo sempre chiesto di poterlo offrire ancora di persona, e così finalmente è stato. Poter tornare a farlo sarebbe già stato di grande significato e traguardo personale… 😉 e lo è stato.

Religion and folclore, feast in Sicily down to Etna, faith and personal wishes and prayer.

È considerata tra la principali feste cattoliche a livello mondiale, per affluenza di persone e fedeli.

#festadisantagata #santagata2018 #thatswhysicily #architettura e uso moderno dei ceri o candele di devozione, esempio in #piazzastesicoro a Catania.
Welcome to #agata2018
http://www.albaretna.com #albaretna

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La Plaia di Catania

albaretna

🏊 Pure oggi mi tocca lavorarevista mare 😉 La Plaia di Catania litorale costiero e spiaggia di sabbia sottile e beige quasi 20 km.

Sapete che il nome Plaia è stato scelto dai catanesi nel 2004 tramite referendum indetto da Enzo Bianco fra ” PlaiaPlaja e Playa (spagnolo)?

Dagli anni 60 in poi sempre più un crescendo di stabilimenti balneari, lidi, colonie estive cattoliche, camping, pista di go-kart, meta balneare molto frequentata durante l’estate, ma già frequentata da diversi turisti stranieri, ha poche spiaggelibere ma tariffe accessibili, c’è anche qualche villaggio turistico, un acquapark e alberghi, ristoranti discoteche, piscine, palaghiaccio, boschetto plaia area verde, etc.

Webjob today from the beach, sea view, while tourist people bathing or relaxing under their sun umbrella, enjoying horizon landscape, that’s Sicily.

http://www.albaretna.com #albaretna #thatswhysicily. +39490646962 free contact
Travel #isabelviaggi is our partner

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Basterebbe un verso

Non di questo mondo

Basterebbe un verso
che scenda lungo la curva dei monti
come un falchetto
e volteggi in cerchi concentrici
giù verso il lago.

Basterebbe un verso
così forte che da qua si senta
e mi porti a lui a volteggiare
a veder le barche
la linea obliqua della funicolare
affondare nel lago.
Ci sono spiaggie e famiglie al bagno
bimbi che pescano o nuotano.
Tetti e vie dritte che li tagliano.
La casa amata.

Basterebbe un verso
che si getti a capofitto nella casa amata
fino all’ odore di legna,
di carbone e legna per la stufa
fino al caldo dell’ acqua nel mastello
e al calore delle mani.

Basterebbe un verso
per dormire ancora su quel seno
sereno
con nelle orecchie un canto
e una voce.

Basterebbe un verso
e nessuno potrebbe dire quanti anni ho lì
o nel grande giardino segreto
dove giocavano le farfalle coi bruchipalla
dove sotto…

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1952-1992 Dalla mafia non c’è alle stragi

Onda Lucana

0.jpg Immagine fornita dall’autore

1952-1992 Dalla mafia non c’è alle stragi

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

Dopo gli anni Cinquanta e le dichiarazioni rese dinanzi al parlamento dall’onorevole Scelba sulla non esistenza della mafia in Sicilia e tutto il colpevole silenzio che venne regalato all’associazione criminale durante gli anni del cosiddetto miracolo economico, è giusto sottolineare i cambiamenti che intervennero nel meridione, tutti successivi all’età del centrismo degasperiano di cui lo stesso Scelba fu uno dei protagonisti massimi.

Negli anni Sessanta, infatti, prese slancio una seconda fase della politica meridionale, collegata ai governi di centro-sinistra che portò alla creazione di alcuni poli industriali nelle nostre terre. Tuttavia, le potenzialità di questi interventi, che vennero amplificate nella felice parentesi dei governi di solidarietà nazionale degli anni Settanta, vennero rallentate nella loro efficacia dalla congiuntura internazionale, dalla mancanza di un tessuto industriale diffuso…

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Risotto Perfetto

Onda Lucana

Immagine tratta da repertorio di Onda Lucana by Nicola Gallo 2018.jpg Immagine tratta da repertorio di Onda Lucana by Nicola Gallo 2018

*Risotto Perfetto

Tratto da:Onda Lucana®byNicola Gallo

Un primo dalle mille delizie vista la preparazione ben calibrata.

Ingredienti: dose per 4 persone.

-4 gamberoni;

-4 mazzancolle;

-12 capesante;

-200 g. di zucca;

-brodo vegetale;

-4 cucchiai d’olio d’oliva;

-un pizzico di sale;

-prezzemolo ed erba cipollina (decòrazione).

Procedimento

Tagliate la zucca a dadini e passatela in forno per 15 minuti con uno spicchio d’aglio in camicia e un goccio d’olio.

Passate in padella: gamberoni, mazzancolle e capesante 1 minuto per parte. Preparate brodo vegetale con la buccia della zucca.

In una casseruola rosolate il riso con un goccio d’olio d’oliva, o aggiungete a poco a poco il brodo vegetale e poi la zucca,  cuocete il tutto per 12 minuti.

Una volta cotto riscaldate il pesce e aggiungetelo nel risotto. Guarnite con erba cipollina e prezzemolo.

*”Risotto…

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De Benedetti: “Salvini antisemita, lo paga Putin” — Blondet & Friends

Onda Lucana

‏Matteo Salvini

@matteosalvinimi
Following Stai seguendo @matteosalvinimi
Altro
Il miliardario di sinistra Carlo De Benedetti: “Salvini è ANTISEMITA, antieuropeo, finanziato da Putin!”.
Che dite, querelo? Io direi di sì! 😀

De Benedetti è il più grosso fra i debitori insolventi di Montepaschi.

L’articolo De Benedetti: “Salvini antisemita, lo paga Putin” proviene da Blondet & Friends.

via De Benedetti: “Salvini antisemita, lo paga Putin” — Blondet & Friends

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Le belle immagini della Lucania

Onda Lucana

Tratto da:Onda Lucana®byAntonio Morena

Tito (PZ), tra i Comuni Lucani con un passato ricco di storia , ma anche segnata dal travaglio degli eventi che determinarono l’attuale posizione geografica della cittadina. Oggi fiorente borgo divide il suo territorio tra interessi commerciali vedi l’Area Industriale ubicata nella Loc.di Tito Scalo e i suoi monumenti storici da quelli civili, a quelli religiosi ,ben presenti in tutto il loro splendore.

La sua storia , architetture civili , Torre di Satriano , Fontana di Piazza del Seggio , Arco Durazzesco ,
Castello
, Chiesa della Madonna delle Grazie , Chiesa matrice parrocchiale di San Laviero Martire ,

Chiesa del Calvario , Il Convento di Tito , Il Chiostro , La Chiesa , Chiesa della Madonna dell’Annunziata ,

Chiesa della Madonna degli Sposi .ecc

Link utili:

http://www.comune.tito.pz.it/

http://www.aptbasilicata.it/Tito.342.0.html

https://www.facebook.com/Pro-Loco-Gli-Antichi-Portali-Tito-PZ-1404113789833846/

Mappa:

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Si ringrazia Francesco Laurino per la concessione delle fotografie tratte dal…

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Mezze Lune Ripiene

Stefania in cucina

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Oggi impastiamo 🙂

Fare la pasta in casa è un pò lungo, ma quante soddisfazioni.. e guardate le mie mezze lune non sono davvero belle? E vi assucuro molto molto buone 🙂

Potete usare la forma che più vi piace, quadrati, o semplicemente con una tazza fare le forme rotonde e poi siggillare bene i bordi con una forchetta.  Con un pò di fantasia possiamo fare un primo e avere tante soddisfazioni 🙂

Vediamo insieme cosa ci occorre.

Intanto come prima cosa dobbiamo preparare il ripieno, io ho fatto ricotta e spinaci, ho preso una confezione di spinaci da 1kg e 250gr di ricotta.

Iniziamo mettendo in una padella gli spinaci li saliamo e li lasciamo appassire, dopo che sono cotti li mettiamo nello scolapasta e li lasciamo scolare e raffreddare.

Intanto prepariamo la pasta, (cliccate per vedere i passaggi e gli ingredienti per la pasta https://wp.me/p9zO4Y-2u) tiriamo bene le sfoglie non troppo…

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Bellissima poesia di Hilda Hilst

Il Mondo di Dora Millaci

Tutto vive in me, tutto entra
nella mia vita tumultuosa.
E per questo
non ingannarti, uomo, fratello mio,
quando dici che di notte riesco
a vedere solo me stessa.
Vedo me, te. E loro che passano
di mattino, pieni di paura, di povertà.
Lo sguardo acuto, tutti loro dentro di
me, perché il poeta è fratello delle cose
nascoste delle persone.
Scopre oltre l’apparenza, è prima di
tutto libero e per questo conosce.
Quando il poeta parla
parla dalla sua stanza, non parla dal
palco, non è ad un comizio, non desidera
ricchezze, non baratta, sa che l’oro è sangue.
Ha gli occhi sullo spirito dell’uomo,
sull’infinito possibile.
Di ognuno conosce
la propria fame. E perché è così, io ti
chiedo: ascoltami, guardami.
Fin quando vivrà un poeta
l’uomo sarà vivo.

Hilda Hilst (Jaú, 1930 – Campinas, 2004) è riconosciuta dalla critica brasiliana come una delle più importanti scrittrici della…

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Ketu In Astrology(Part-3)

InvestInYourselfFirst

Part-1

Part-2

Ketu in the 7th House

This is an unfavorable placement for ketu. It creates many problems in health because it aspect the 1st house. When Ketu in 7th house is not receiving any good aspect from any other benific planet, the natives are going to experience harshness of life. They have a negative approach towards everything. It also gives worry in terms of a partner. Though they are very good on the monetary part but their marital life is not so good.

Ketu in the 8th House

Ketu, when alone in the 8th house, would not give any serious illness or disease as an outcome of these tendencies. Ketu in eighth house may affect the health of spouse. Health of mother is also not good . The native may feel alone and he may not get the support of his relatives and friends when he needs them most.The…

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8/5/2018, se io giro il cielo

EROSPEA

una volta viste le stelle vere, le stelle vere del planisfero non fanno più effetto. a voltar la testa il torcicollo è incombente. ma le stelle vere […] sono lì. Una volta viste le stelle [    ]. non più effetto. Poi la frase tecnica: “se io giro il cielo” e il cielo gira e se io gira il cielo [    ]

[…] “se io giro il cielo” [    ]

[…] “se io giro il cielo” [    ]

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Verrà qualcuno in questi giorni

Non di questo mondo

Verrà qualcuno in questi giorni,
è l’ ora, hanno detto,
è stanca di fuggire,
sceglieranno il vestito migliore
per coprire un corpo devastato
ma sarà ugualmente nuda, e senza denari.

Verrà qualcuno in questi giorni
che dovevano essere di festa,
e qualcosa arriverà qui
resterà a lungo
farà dell’ estate un buio inverno
e nell’ inverno nessun chiarore di neve a rischiararlo.

Verrà qualcuno in questi giorni,
e non chiederà nulla
ma dagli la mano
e fai che se ne ricordi il nome.

L’ hanno solo detto,
non si sa mai
nessuno è infallibile.
Non dovesse venire
aspetta.
Aspetta.

Aspetta.

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Faire écrire de la poésie à des enfants

Littérature portes ouvertes

L’Observatoire National de la Lecture (ONL) affirme que l’enseignement de la poésie « pose problème » aux enseignants : ceux-ci ressentiraient un « malaise » qui expliquerait le fait que la poésie soit souvent reléguée à l’école « à l’heure de la récitation ». Jean Verrier ne dit pas autre chose lorsqu’il constate que « le syntagme “enseigner la poésie” est presque toujours présenté à la forme interrogative et diversement modalisé : “peut-on”, “doit-on”, etc. ». Pourquoi et comment faire écrire de la poésie à des enfants ?

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L’école d’aujourd’hui en débat

Littérature portes ouvertes

L’éducation, c’est important, aussi est-il bien normal que le sujet soit abondamment abordé, dans la presse, dans les discussions en ligne, ou dans les conversations familiales. En ce moment, comme presque toujours, des questions d’éducation se retrouvent dans l’actualité. Je me permets donc de livrer un point de vue sur ces questions.

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