baciati dall'ansia

Un languorino improvviso, lo stomaco parla, attorno ne ridete. Guardi l’orologio e puntualmente sono passate da poco le 16. Se si può parlare di orologio biologico per me, vale soltanto per l’ora della merenda, annunciata prepotentemente da quella stretta alla pancia, preparata dalle carte delle gelatine scartate in ufficio.

Merenda. Che parola meravigliosa. Per i più, plurale neutro del gerundivo di merēre, meritarsi. Un po’ come dire: cose da meritarsi. Perché la merenda non è mica un pasto canonico, di quelli che ti sono dovuti. Se sei un uomo al soldo, ti è dovuto un pasto al giorno, forse due, ma la merenda è un premio. Sei stato il più forte e valoroso sul campo di battaglia, sei stato leale coi tuoi compagni e hai ucciso più nemici.

Ti meriti un pasto extra, un riconoscimento per ciò che hai fatto.

Da bambino la si percepisce ancora così…

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