La polenta di mais (una storia un po’ vera e un po’ verosimile)

Ora vi racconto una breve storia, per la gran parte vera e per una piccola parte, se così posso dire, verosimile.

C’era una volta la polenta – ma proprio letteralmente, nel senso che c’era la polenta come una volta (cinquecento anni fa, suppergiù) la facevano: generalmente con farina di segale o di farro, cereali tipici delle zone rurali e montane. La gente di allora la mangiava e gli piaceva, anche perché non è che ci fosse granché d’altro di cui cibarsi, ai tempi. Quella c’era e quella andava bene, senza pensarci più di tanto.

Poi, un giorno (del XV secolo), dal Nuovo Continente detto “America” cominciò a giungere un’altra farina, mai vista prima: la farina di mais, o “granoturco”. Inizialmente tale novità passò quasi inosservata, anche perché si pensò che il mais servisse solo a divenire buon foraggio per gli animali e nulla più; per di più lo…

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