Perchè la politica non vuole i tecnici al Governo?. Ecco uno dei motivi che la Stampa conosce bene ma non ci dice

Perchè la politica non vuole i tecnici al Governo?. Ecco uno dei motivi che la Stampa conosce bene ma non ci dice

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Siamo  un gruppo di amici che molto spesso ci ritroviamo a discutere dei problemi del nostro Paese. Il nostro circolo si chiama  “CIRCOLO DELLA CONCORDIA” L’altro giorno abbiamo trattato l’attuale crisi politica.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, constatata la difficoltà delle forze politiche presenti in Parlamento a dar vita al primo Governo della diciottesima Legislatura, ha lanciato la sua ipotesi: quella di un Governo “neutrale” non politico che possa varare la manovra economica.

L’ipotesi è stata immediatamente respinta dalla Lega e dal M. 5 S. che invece chiedono un immediato ritorno alle urne.

Al Circolo della Concordia abbiamo esaminato la situazione chiedendoci in particolare come mai la politica non voglia i tecnici – comunque denominati – al Governo del Paese.

Giuseppe Castronovo

PERCHE’ LA POLITICA NON VUOLE I TECNICI AL GOVERNO?  ECCO UNO DEI MOTIVI CHE LA STAMPA CONOSCE BENE MA NON CI DICE.

Enzo: amici…. avete notato anche voi ….

Marco: che cosa?

Enzo: come alla politica in generale e ad alcune forze politiche in particolare, al sentir parlare di governo tecnico venga l’orticaria.

Franco: in effetti c’è da chiedersi come mai, nonostante lo stallo in cui oggi si trova la politica italiana, questa paura, così apertamente manifestata, per l’arrivo di un governo del Presidente Mattarella.

Giacomo: è innegabile che oggi parlare di governo tecnico è come parlare al diavolo dell’acqua santa.

Forse sarà il caso di capire come mai questa paura sia così vivamente presente nei Palazzi della politica. Vi dice niente il nome Monti?

La drammaticità della situazione richiede una seria riflessione e un’altrettanta seria ricerca delle reali motivazioni che stanno alla base di questa paura. L’argomento, alquanto complesso, mi impedisce una seria riflessione, per cui col vostro consenso darei la parola al Prof. Vezio.

Vezio: questa che stiamo vivendo è una crisi, usando la terminologia dell’amico Giacomo, “drammatica e complessa”. Una crisi di difficile lettura che si avvita sempre più su se stessa. Ebbene, passiamo alla riflessione richiestami: dobbiamo comprendere le preoccupazioni di alcune forze politiche. Sapete perché?  Citando l’amico Giacomo mi domando anch’io: “vi dice niente il nome di “Monti”?

Ennio: il nome “Monti” nell’immaginario collettivo oramai è strettamente associato al nome “Fornero”  e tutti e due questi nomi al dramma degli “esodati” e delle  loro  famiglie: centinaia di migliaia di famiglie che in una notte si sono ritrovati senza uno stipendio e senza una pensione e con nuove tasse da pagare istituite nella stessa notte.

Vezio: amici.. scusatemi se in questa sede non voglio entrare nel merito dei provvedimenti adottati dal Governo Monti e “fatti” approvare dal Parlamento.. Vi invito piuttosto a riflettere del suo comportamento, anche successivo alla sua permanenza a Palazzo Chigi, e chiederci se sia stato istituzionalmente “neutrale” o meno.

Franco: proprio questo è l’aggettivo utilizzato dal Presidente Mattarella per qualificare il Governo che intenderebbe proporre qualora le forze politiche non riuscissero a trovare  un accordo fra loro.

Vezio:  Il ricorso a quest’aggettivo sta ad indicare, in modo neanche tanto velato, che  il Presidente Mattarella vuole garantire i Partiti che la precedente esperienza di  Monti, che fece una propria lista per entrare in competizione con gli altri Partiti mentre era ancora inquilino a Palazzo Chigi da tecnico, questa  volta non si verificherà. Monti, amici miei, si insedia a Palazzo Chigi da tecnico, diventa politico strada facendo, e fa campagna elettorale da politico mentre è a Palazzo Chigi. 

Ma quello che, a mio avviso, è ancora più censurabile nel comportamento di Monti    sta nelle dichiarazioni che oramai da anni va ripetendo ad ogni intervista.  Vedete….

Giacomo prof. …che cosa?

Vezio: il Monti continuamente, quando gli si fa osservare l’inopportunità di questa sua discesa in campo in occasione delle elezioni politiche del 2013, parola in più o parola in meno, così risponde: “gli italiani sanno che Berlusconi, se io non fossi sceso in campagna elettorale, avrebbe vinto e forse oggi sarebbe anche al Quirinale; e grazie a me tutto questo non si è verificato”.

Parole, a dir poco, sgradevoli, inopportune, idonee solo a farci meglio conoscere la statura del personaggio Monti.

A questo punto è facile comprendere come il comportamento  “non neutrale”  di Monti abbia inferto un grave colpo mortale all’autorevolezza dei governi tecnici e alle prerogative presidenziali nel risolvere le crisi governative attraverso il ricorso ai cosiddetti tecnici.

Sono fatti, questi da me ricordati, che ci consegnano un Monti/Presidente del Consiglio né super partes, né neutrale. Un precedente alquanto ingombrante che pesa e non poco sulla politica italiana e sul mancato avvio dello XVIII^ Legislatura!

Non posso, quindi, non comprendere tutte le perplessità – meglio dire avversione – del M. 5 S. , della Lega e di altri che, pur  non volendo uscire allo scoperto, nutrono parimenti non poche perplessità verso il tentativo di Mattarella quando prospetta di dar vita a un Governo questa volta definito “neutrale”.

(Dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

gcastronovo.blogspot.it

foto: http://notizie.tiscali.it/

 

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