“Di seggiole e malinconia”

Paola

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Giorni di preziose malinconie, messe in fila come seggiole in un teatro vuoto.
Giorni in cui i vuoti si colmano e i colmi si svuotano, mettendo a tacere gli applausi che un tempo furono successo.
Giorni di penombre e silenzi che danzano alla luce di un occhiello fuggito al regista distratto.
Momenti in cui le altalene salgono verso l’alto per poi discendere in picchiata, spezzando il respiro.
Di malinconie che nessuno può sfiorare, non permetto. Lì si erge la mia casa, sbilenca come piace a me. Storta e vuota. Di finestre come occhi stanchi che guardano l’infinito capace di disegnare l’impossibile.
Porte che si affacciano al desiderio, come bocche affamate, e vasi di fiori secchi che non hanno più bisogno d’acqua ma di sospiri.
Giorni in cui nella mia casa può entrare solo chi disposto a cadere nella penombra, chi disposto a sedere sulle seggiole del vecchio teatro abbandonato al…

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