FANGO E DISPERATE FRANE, di Fina D’Ignoti

FANGO E DISPERATE FRANE, di Fina D’Ignoti

FANGO E DISPERATE FRANE
C’è tanto da narrare
sui fogli della tristezza
dove si abbatte improvvisa la pioggia, e
le anime si incontrano ai bordi delle pozzanghere.
Non te ne andare
prima che il grano maturi sui colli,
chi lo trebbierà?
Non te ne andare
prima che il fico abbia zuccherato i suoi frutti,
non lasciarli beccare ai passeri!
Rimarrebbe vuoto il silenzio al centro del nulla
risucchiandosi nelle sabbie mobili del suo stesso io
dal suo ateismo senza nessun dio.
Eterna la montagna non si piegherebbe, ma
piangerebbe fango e disperate frane.
Starei a guardarla da dietro i vetri appannati
dal mio alito stanco, con l’apatia di chi sa d’aver perso.
Strariperebbe il fiume,
svellendo le radici dei mattini , e
le chiome alte dei tramonti.
O forse quest’amore non meriterebbe di nascere?
O forse quest’amore non meriterebbe di morire,
poichè non è mai nato?
Diritti riservati

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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