Mister wonderful – Daniel Clowes

Pensieri sparsi

I racconti di Daniel Clowes mi ricordano quelli di Raymond Carver.

I protagonisti sono tutti degli anit-eroi.

Persone “normali” che si sentono inadeguati rispetto alle loro aspettative, rispetto al mondo .

Mister Wonderful, Marshall, è antipatico , bugiardo , arrogante ; ha perso il lavoro e la moglie.

Non è mai più uscito con una donna da allora , da sei anni.

Degli amici gli hanno organizzato un blind date che non andrà forse come avevano immaginato , ma che catalizzerà ogni desiderio idealizzato di entrambi.

Il lieto fine, qui , non ha alcuna importanza.

Quello che conta per Clowes è l’invisibile: e così riesce a dar voce a tutte le paure , i disagi, i bisogni , razionalizzandoli in baloon che si sovrappongono al “parlato “.  E a rappresentare in vignette umoristiche l’inconscio puro del “desiderio”.

E’ facile identificarsi in Marshall , e stupirci della sua normale imperfezione .

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