Devono rimanere in carcere per almeno cinque anni.

Il tempo si dilata, non passa, non si calcola, perché si sono fermati anche gli orologi.

Nove metri quadrati di spazio da dividere con un estraneo che conoscerai in queste ore infinite.

Una televisione, una costruzione artistica con le matite, un vasetto di yogurt attaccato a un bastone per colpire gli insetti fastidiosi.

Arte e personalità in un luogo impersonale.

Perché un detenuto è  prima di tutto una persona e non va mai dimenticato.

Grazie alla Direttrice della Casa di Reclusione San Michele, Elena Lombardi Vallauri, che ha aperto le porte ai cittadini liberi. 

Grazie al fotografo Daniele Robotti, alla giornalista e autrice Mariangela Ciceri per la realizzazione del bel libro Cose recluse, è stato un piacere leggere alcune pagine di intensa emozione.

Grazie a LiberaMente, con Fabrizio Priano per l’organizzazione dell’evento, alla biblioteca civica di Alessandria che ci ha ospitato e alla mia compagna di lettura, Lia Tommi.