La situazione politica italiana?, ecco cosa ne pensa il poeta Maurizio Donte

La situazione politica italiana?, ecco cosa ne pensa il poeta Maurizio Donte

Chi pensa che i poeti vivono al di fuori della realtà evidentemente non li conosce bene, dato che  invece come dimostra questa opinione, sono ben consci di quello che succede in politica nel nostro paese. Ecco una lucida, interessante e obiettiva (fatto non comune) analisi pubblicata su facebook dei fatti politici italiani, del poeta Maurizio Donte, del quale i nostri lettori apprezzano da tempo le sue bellissime poesie, che pubblichiamo con piacere.

Alessandria today

Maurizio Donte.jpgMaurizio Donte: Vorrei ricordare a tutti i benpensanti che agitano gli animi gridando al fascismo tornato al potere, che questo è un governo eletto dal popolo, secondo le norme costituzionali.
Ricordo inoltre che in una democrazia, una forte istanza al cambiamento della classe politica si ha soltanto quando il popolo la giudica inadatta a guidarlo. Ed è esattamente questo che è successo in Italia: a fronte di una crisi economica nata negli Usa con lo scandalo
Lehman Brothers dei titoli sub prime, l’Italia già gravata da un tremendo debito pubblico, che risale al malgoverno del pentapartito della cosiddetta prima Repubblica, e della vergognosa condotta morale della seconda Repubblica, in particolare del decennio berlusconiano, è entrata nel mirino delle agenzie di Rating e dei creditori Europei.

La politica di tagli, se da una parte ha condotto ad un avanzo primario di fondi, buono soltanto per pagare gli interessi, o “consolidare” il debito, ha letteralmente massacrato l’imprenditoria medio piccola e la classe debole del Paese.

La povertà in Italia è una triste realtà, come è realtà il fatto che i nostri vecchi governanti abbiano stipulato accordi che ci danneggiano, come è una realtà che molti di loro sono sotto processo per reati patrimoniali, per favori resi a istituti bancari ed altro.

A fronte dell’impoverimento delle fasce deboli, si è visto con tale sistema, l’aumento di ricchezza dei super ricchi, di coloro che sfruttano il lavoro nei paesi dove questo costa poco, togliendo le aziende dall’Italia e portandole all’estero.

Non paghi di questo, si è messo mano al lavoro in Italia, abolendo molti diritti dei lavoratori, e bloccando per anni il rinnovo dei contratti.
Di fronte al taglio dei diritti, del welfare, della sanità, la classe politica ha mantenuto, e aumentato i suoi privilegi, esautorando per molti anni il popolo, di fatto, dal diritto di scegliersi il governo.
Questo, come era logico attendersi, ha creato negli italiani un forte desiderio di riscatto sociale e civile, che si è manifestato chiaramente, piaccia o meno è così, alle scorse elezioni. La gravità della situazione l’abbiamo toccata con mano, nelle gravi ingerenze straniere che abbiamo visto tutti. Fermo restando il fatto che i debiti vanno pagati, è giusto attendersi che questi vengano resi pagabili, altrimenti parliamo di usura. Penso con rammarico a come è stata ridotta la Grecia, e veramente mi domando se il sistema finanziario internazionale non vada riformato, rendendolo più umano. Non è giusto che si crei un divario così grande tra la grande maggioranza delle popolazioni ridotte in povertà, e pochi super ricchi, che diventano sempre più ricchi. Come ho avuto modo di dire anni fa, la storia insegna che quando i popoli vengono a lungo oppressi e tenuti in miseria, si creano i presupposti per sanguinose rivoluzioni. Fermiamoci prima, registriamo il cambiamento del governo non come un ritorno del fascismo al potere, ma come una sana, democratica, novità di governo che segue alla richiesta di una riforma moralizzatrice delle istituzioni, prima di tutto.

Detto ciò, non so se il nuovo governo farà bene o male, staremo a vedere, sperando in bene.

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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