Il professor Paolo Savona, Affari Europei1660Pubblicato il 01/06/2018ALESSANDRO BARBERAROMAPer chi attraversava la periferia nord di Milano quella scritta a caratteri cubitali era una presenza ormai familiare. Ora quel muro bianco a via Bellerio, sede storica dai tempi del Senatùr – rappresenta plasticamente il nuovo corso. Via «Lega Nord» ma soprattutto quel «basta euro» che ha contribuito al miracolo salviniano: dal 3 al 26 per cento in cinque anni, se i sondaggi non sbagliano. Ma cosa rappresenta quella vernice? La fine di un obiettivo o solo la rimozione di un tabù scomodo? «Quel che vogliamo fare in Europa è quel che abbiamo scritto nel contratto di governo firmato con i Cinque Stelle, né più, né meno», abbozza Claudio Borghi, l’ex funzionario di Deutsche Bank che non ha mai nascosto le sue opinioni antieuro. Che ne è della richiesta di cancellare un pezzo di debito pubblico? O dell’ipotesi di trasformare la Cassa depositi e prestiti in una nuova Iri? In realtà quel che resta in quelle due paginette in fondo al contratto rappresentano poco di quel che le bozze raccontavano, ma soprattutto non svelano le intenzioni del nuovo governo nei confronti delle istituzioni comunitarie. «Quel che faranno dipenderà da molti fattori, non ultimo il carattere del nuovo ministro», dice un vecchio amico dei leghisti, Giulio Tremonti. .. continua su: Patto con la Francia e sussidio di disoccupazione. Ecco il piano di Lega e Cinque Stelle in Europa – La Stampa