nati per vivere

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Troneggiava la luce del sole di mezzogiorno sulle pareti tappezzate dai titoli nobiliari, stemmi araldici che rigogliosi trasformavano la stanza in un insolito giardino di alberi genealogici. Su tutti appariva  una data, sapientemente decorata in oro: 18 luglio 1945. Date, numeri magici, che riconoscevano con sentenza del tribunale di Napoli il diritto a “sua altezza” di fregiarsi delle più altisonanti discendenze principesche.

“Vecchio, ma pur sempre un principe, doppiamente principe: Principe De Curtis e Principe del Teatro”, ripeté l’esile corpo racchiuso in un piccolo trono, una smilza poltrona. E con sagace pazienza quel minuscolo corpo addestrò abilmente le sue mani ad occuparsi del momento della vestizione: momento “sacro”, magico, che da sempre conferiva al principe, a “sua altezza”, quel tocco di assoluta eleganza. Giacca, pantaloni scuri, sul capo una piccola bombetta e supremo diventava il fasto della recitazione!

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Lo spettacolo tra un po’ sarebbe iniziato e oggi il principe avrebbe…

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