La discesa vertiginosa del giorno.

paola

Le fredde visite di cortesia si proposero come velate sagome che vestite di impeccabile fattura, si trasformarono in abiti modesti.

Quando i primi giorni dell’inverno fecero capolino e i raggi del sole lambirono i contorni delle finestre, un piccolo santuario immerso in una pietraia dimenticata, apparve alla vita nonostante le perle di pioggia si estendessero agli occhi di una nebbia evanescente.

Si intravedevano i tormenti di un risveglio repentino, voluti dal chiarore di un sole onnisciente. Un esercito di margherite e angeli scolpiti nella pietra stava, come uno stormo di spettri raggelati, in attesa che il giorno sciogliesse i loro capi chini.

Le chiazze di luce che si disegnavano sul terreno presero le sembianze di lagune d’argento incendiate. 

Poco a poco gli abbagli tinsero di color rame le figure spettrali. Un festone di riflessi che da scarlatti, portatori del tramonto, prese a danzare nel nuovo giorno.

La luna, da poco…

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