Non sono Omofobo, vi spiego il perchè

Non sono Omofobo, vi spiego il perchè

rainbow flag on a desk

Alberto Contri
Docente di Comunicazione Sociale presso IULM, Presidente di Pubblicità Progresso

CARLOS ALBERTO KUNICHEK VIA GETTY IMAGES

rainbow flag on a desk

https://www.huffingtonpost.it/

Nei giorni scorsi mi è capitato di intervenire con un commento personale su un post di Fb del noto pubblicitario Paolo Iabichino, che stigmatizzava così l’intervento del Ministro Fontana sulla famiglia: “Buona festa della Repubblica. L’ultima”.

Dopo aver sostenuto che secondo molta letteratura scientifica i bambini per crescere bene necessitano di una figura materna e di una paterna, ho rilevato che nei media italiani mi pare di riscontrare la notevole sovraesposizione di una posizione favorevole alla famiglia omosessuale, che travalica la richiesta di diritti che giustamente sono stati recentemente concessi. Terminando con il pensiero: “Vorrei che qualcuno mi dimostrasse però che la razza umana non si riproduce dall’incontro tra un maschio e una femmina”. Apriti cielo. Dopo questo commento, sono partiti insulti, ricostruzioni velenosamente artefatte e false della mia storia professionale condivise purtroppo da Iabichino e altri, minacce, richieste di dimissioni, un “web bombing”, un linciaggio in piena regola.

Nel cercare di chiarire che non sono per nulla un omofobo, ho pure spiegato che la Fondazione Pubblicità Progresso è impegnata nello studio di una campagna che intende affrontare sei differenti tipi di diversità, trattando egualitariamente i temi: diversità di genere, intergenerazionale, diversa abilità, culturale, linguistica e religiosa, di orientamento sessuale. Peggio che mai. Si è cominciato a sostenere che con quello che penserei non sono in grado di garantire un guida indipendente della Fondazione su questi temi, per la quale sto lavorando gratuitamente da 17 anni, e che ho trasformato in un autorevole Centro di Formazione alla Comunicazione Sociale, definito tempo fa dal Presidente Napolitano “Un centro di eccellenza unico al mondo”.

A nulla è valso illustrare, a dimostrazione dell’indipendenza della gestione dai miei pareri personali, che nei giorni scorsi proprio dal sito e dai social media gestiti da Pubblicità Progresso sono state rilanciate e promosse una serie di attività sostenute dall’associazione Diversity a favore dei temi LGBTI (l’associazione è partner di uno dei nostri soci). Niente da fare. La sgradevole pressione a base di giudizi personali insultanti e pesanti (“un bigotto cattolico non può presiedere Pubblicità Progresso”…e via di questo passo) è culminata in un post di Linkedin, che ho commentato sostenendo che era ora di finirla, e che non mi spiegavo come mai, per esempio, pur essendo il 95,5% le famiglie italiane eterosessuali (dati Istat) nella giuria di Ballando con le Stelle (Servizio Pubblico) ci fosse una sovra-rappresentazione di gay (due su cinque) nella giuria. Il che comunque non mi creava problemi, ma trovavo ben più disdicevole l’atteggiamento da “checche” che è una caricatura che invece nuoce proprio all’immagine delle persone gay.

Dopo qualche minuto di riflessione ho capito di essere andato sopra le righe, e ho cancellato il commento, introvabile da quel momento sulla rete. Ma tant’è, un velociraptor lo aveva già fotografato e si è incaricato di diffonderlo esponendomi poi in ogni luogo possibile al pubblico ludibrio. Mi sono allora scusato pubblicamente con Canino, spiegando che “checca” era un giudizio di carattere estetico e non morale, condiviso dai diversi amici gay che ho consultato, e che si ritengono danneggiati dalla mancanza di stile di chi esibisce simili affettazioni. Avevo commesso un errore e ho cancellato subito il commento. Ma è andato in giro lo stesso, e quindi ho ammesso pubblicamente di aver sbagliato. Ma c’è qualcosa che non torna in questa caccia alle streghe nonostante la dimostrata capacità di distinguere le decisioni collegiali della Fondazione dal mio parere personale.

Cos’è allora questa voglia di vedere scorrere il sangue senza ammettere che ci possa essere della buona fede? Cosa ha detto poi di così terribile il Ministro Fontana, da scatenare tanta reprimenda e tutto il putiferio successivo? Dal punto di vista giuridico, infatti, non esistono le famiglie gay, ma esistono le Unioni Civili: nulla quaestio. E allora cosa c’è d’altro? Penso di saperlo, ma magari se ne parla un’altra volta. E ringrazio un utente Facebook che non conosco, Stefano Vatti, che ha appena scritto sulla mia bacheca: “Ripenso ad alcune recenti campagne di Pubblicità Progresso e trovo che poco abbiano a che vedere con il “pensiero bigotto cattolico”.

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...