“Una riforma fiscale non si fa dicendo abbassiamo tutte le tasse e poi vediamo l’effetto che fa”

“Una riforma fiscale non si fa dicendo abbassiamo tutte le tasse e poi vediamo l’effetto che fa”

Visco, con passo più lungo gamba c'è burrone

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco sulla “flat tax”: “L’obiettivo è positivo, ma ci vuole tempo. Proteggere i più deboli ma dare opportunità a tutti”
By Huffington Post
ANSA

“Una riforma fiscale non si fa dicendo ‘abbassiamo tutte le tasse e poi vediamo l’effetto che fa’”. Così il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nel corso del suo intervento a “Repubblica della idee”, a Bologna, rispondendo a una serie di domande legate alla questione “flat tax” prevista dal contratto di governo del nuovo Esecutivo. “Una riforma fiscale è complessa – ha detto Visco – serve prima un’analisi a tutto campo del sistema tributario”. Per il Governatore, comunque, dopo 50 anni ,”ci vuol una riforma del fisco e questo prendere tempo”. “Dipende – ha insistito – dai tempi nei quali le riforme vengono messe in atto”.

Poi il governatore ha sottolineato i rischi che il Paese può correre nel caso in cui le misure annunciate venissero messe in atto: “I dazi di natura protezionistica sono sostanzialmente tali da portare indietro il nostro modo di svilupparci, si rischia di passare dai rapporti multilaterali del dopoguerra a quelli bilaterali”. “Più che le misure vere e proprie- ha spiegato Visco – pesa l’incertezza connessa con questi annunci continui e queste diverse risposte volte chiaramente a sottolineare la necessità di risolvere i conflitti con le regole del gioco definite”. “L’incertezza – ha poi precisato – porta a rallentare notevolmente le decisioni di investimento”.

“È evidente che i rischi sono percepiti, parliamo di tassi d’interesse e non di spread”, ha detto Visco, definendo poi lo spread “una reazione emotiva” a cui rispondere con “elementi di razionalità”. “Il nostro debito pubblico – ha spiegato – sta per 1/3 all’estero, il tasso è salito da sotto il 2% a sopra il 3% ed è salito perché è più difficile collocare i titoli di stato italiani”.Per Visco, i rischi sono di due tipi: “rischi emotivi che hanno sempre dietro un tasso di razionalità: la componente del debito pubblico è rilevante, nel resto del mondo spesso si discute sul nostro Paese, parlando di corruzione, giustizia e tasso partecipazione al lavoro, ma il debito delle famiglie italiane è il più basso e la capacità delle imprese di esportare è alta”. “Di fatto – ha concluso il governatore di Bankitalia – il debito degli italiani non è più alto della media dell’Ue, casomai il contrario”.

“Adesso ci vuole una riforma – ha poi proseguito il governatore di Bankitalia – dipende dai tempi in cui queste riforme vengono messe in atto. L’obiettivo è positivo, ma ci vuole tempo. È ovvio – ha concluso Visco – che vogliamo proteggere i più deboli ma vogliamo dare opportunità a tutti: il tentativo di costruzione di un reddito di inclusione va nella direzione che vuole essere rafforzata dal governo, ma bisogna vedere modi e tempi e avere chiari i vincoli di bilancio”.

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