In-Somma

RUMORE

Oggi,
una notte di quasi estate
ti ho scritto oggi
una lettera,

dirai che è senza senso
una dichiarazione
proprio sulla fine
prima della partenza,
ma la pioggia
qui dentro
sta finendo

e poi tanto,

più che diventare vecchio
in queste prigioni
a urlare maledizioni
contro il paradiso
o la radio,
preferisco,
lasciarti un ricordo nella valigia,
una dedica
che possa bastare
per almeno l’estate
a dare colori
ai ricordi sbiaditi.

Permettimi l’arroganza
di inventare una religione
dove l’inferno
è una porta verso realtà parallele infinite,
una lezione dura che dura
secondi/secoli/millenni/ere/universi,
un’ultima bugia senza fine,

perché a dire la verità
da quando
sei entrata nella mia vita
ho compreso finalmente
il messaggio,
le cose giuste,
quella profezia
che mia madre
mi raccontò
sull’altalena
sulle difficoltà
dell’avere una pelle di vetro
e delle malsane pulsioni

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