L’albergo sul mare

Racconti ondivaghi che alla fine parlano sempre di amore

Da quella stanza dell’albergo si sentiva il rumore del mare.
Era come un tuffo nell’infanzia; uno sguardo sereno volto all’indietro a quei viaggi che faceva da bambina, quando ancora sua madre e suo padre le facevano fare “vola vola”.
E dopo quasi una vita assaporava, di nuovo, quella sensazione che aveva conservato fino a tutti quegli anni, sentendola uguale e diversa nello stesso tempo.
Ma, in quel momento, il suo pensiero cambiò di direzione, non arrestandosi semplicemente alla porta chiusa a chiave di quella camera di albergo. Superò la serranda abbassata, arrivò al balconcino e lo scavalcò.
Di lì a poco, lei poteva già sentire la sabbia sotto di sé, che, a pochi metri più in là, si faceva sempre più umida fino a toccarlo: il mare.
Soltanto chi si trovava a passare di lì, a quell’ora tarda della notte che stava per scambiarsi con il giorno, poteva intravedere…

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