Un giorno bellissimo, di Cristina Saracano

Un giorno bellissimo, di Cristina Saracano

I ghirigori sul display significano “troppo tempo senza usarlo”.

Oggi nessuna ispirazione, accidenti, Lisa voleva scrivere un racconto bellissimo. Niente da fare. Quando le idee non vengono, non c’è niente da fare.

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Ma come si fa a scrivere una spy story? Mancano due settimane allo scadere del bando e non ha ancora messo giù nulla.

Inoltre, il periodo di cassa integrazione sta per terminare, si è guardata intorno e le è venuto il magone: non ha trovato nessun altro lavoro.

La poesia si sforza, ma l’ignoranza non cede, quindi, l’arte, non dà da vivere.

Ma quale arte, poi, che sono giorni che non le riesce di scrivere nulla!

Fuori è spuntato un timido sole tra i cirri dell’imprevedibile primavera.

Un occhio al display del cellulare.

Messaggio di Giò. Cinque minuti fa.

“Facciamo un giro? Ho la macchina.”

Un’ espressione di gioia si disegna sul volto di Lisa. Un giro con Giò, in macchina, una cosa stranissima. Mezz’ora di risate, proprio quello di cui ha bisogno.

Una pettinata veloce ed è già per strada: scende una pioggerella fine fine con un sole che non vuole abbandonare la scena.

Si copre la testa col cappuccio del giubbotto, mentre l’utilitaria, datata, ma in buono stato di Giò, la raggiunge. Sale. E già si sorridono.

“Devo scrivere quella spy story per il concorso, ma non mi viene in mente niente, è difficilissimo.”

Giò ascolta e indica un deodorante nel vano portaoggetti.

“È buonissimo, proviamo?”

In effetti in quell’auto c’è un’aria un po’ viziata.

Giò inizia a spruzzare: profumo maschile, non troppo forte, che piace molto anche a Lisa.

Forse ha esagerato. Profumo sul giubbotto, sulla borsa di Lisa, sui jeans. Dappertutto.

Ha smesso di piovere, a un semaforo Giò cambia improvvisamente direzione perché gli piacciono gli imprevisti.

Giò sta aspettando che il futuro si faccia vivo da due anni.

Ha fatto l’operaio, il decoratore, il commesso, ma non era mai abbastanza.

Quando s’incontrano parlano d’altro per rispetto a loro stessi.

Lisa si sente per un attimo una principessa felice, senza castello, con un monolocale dall’affitto comunque troppo impegnativo.

Giò è bellissimo quando guarda gli occhi di Lisa sorridenti. Vorrebbe farle una foto ma non possiede una macchina fotografica e il cellulare è sempre troppo scarico.

Al discount di domenica c’è un po’ di tutto: coppie con bambini che strillano, signore coi gioielli, e non ti spieghi perché vadano al discount, famiglie obese perché i prodotti a basso prezzo sono farciti di zuccheri e grassi, uomini di colore vicino ai carrelli per elemosinare gli spiccioli di pensionate-italiane-che-ce-l’hanno-fatta.

Giò e Lisa si muovono senza carrello perché non hanno il gettone.

Raccattano una scatola di cartone che aveva contenuto dei biscotti e cominciano a riempirla: due bottiglie d’acqua, affettati misti, un pezzo di formaggio, due panini, una tavoletta di cioccolato fondente. Poco più in là c’è un vasetto di primule gialle, Giò indugia un istante, poi prosegue verso la cassa.

“Per stasera può bastare.” Giò è soddisfatto, affonda le dita nelle tasche dei jeans per trovare qualche spicciolo, gli servono sei euro e cinquanta centesimi, qui non si spende molto, e, comunque non hanno nemmeno comprato tanto.

Lisa aggiunge l’euro che gli manca ed escono.

La parità di genere, se si riflette un poco, è una cosa strana. Lisa continua a pensare che ci abbiano guadagnato molto gli uomini.

Un bimbo vicino a loro non può fare a meno di esclamare: “Che profumo!”

Ne hanno spruzzato troppo.

“Scriverai una spray story” La frase di Giò è inevitabile, così come le loro risate.

Si allontanano nel traffico delle sei per fare ritorno alle loro vite svitate, cariche di preoccupazioni e incertezze.

E voglia di accettare tutto così com’è.

Le nuvole si sono diradate. Ha smesso di piovere ed è tornato il sole.

Un prato scampato alla costruzione di un nuovo supermercato si apre davanti ai loro occhi.

“Potremmo cenare fuori.” Suggerisce Lisa.

“Il ristorante è bellissimo.” Indica il prato con un sorriso un po’ ironico.

Uno sguardo al bagagliaio, Giò si ricorda di una vecchia coperta multicolore e multiuso stipata lì dentro chissà da quanto tempo.

Giò la stende sul prato.

Pane e prosciutto. Pane e formaggio.

“Potrei ambientare la mia spy-story nel mondo della moda…”

Giò l’ascolta masticando.

Silenzio. Sguardi.

“Ma, secondo te, le modelle, quelle di fama internazionale, intendo, sono felici?” domanda Lisa, gesticolando con un pezzo di pane in mano.

“Sono molto ricche, possono conoscere uomini influenti, avere un posto di rilievo nella società” risponde Giò senza troppa convinzione, bevendo l’acqua direttamente dalla bottiglia.

“Io continuo a pensare che le donne abbiano fatto troppe battaglie per la parità, perdendo di vista la felicità.”

“Forse cercano la libertà, fondamentale per tutti, uomini e donne.” Ribatte Giò.

Mentre parla, Lisa si toglie le scarpe da ginnastica facendo leva sulla destra col piede sinistro e viceversa. Ha dei calzini bianchi che sfila via velocemente e lascia arrotolati sulla vecchia coperta. Le scarpe, lanciate con la sola forza delle gambe, poco più in là.

Lisa ha i piedi nudi, le unghie pulite, senza smalto, perché fino a poco fa non aveva minimamente pensato a scoprirli, il caldo la coglie sempre impreparata.

“Ad esempio, quando arrivano i primi caldi, il mio più grande desiderio è lasciare i piedi in libertà. Anche questa è libertà, no?”

Lui ride, lei anche, prima è solo un sorriso, poi una grassa risata contagiosa e terapeutica.

Due margherite, tre, Giò le stacca delicatamente e gliele porge.

Le primule non erano costose, ma le margherite sono un’esclusiva gratuita.

È una gran soddisfazione trovare il bello nei doni della natura.

Il sole si sta ritirando, ma a loro pare non importi.

Lisa è felice perché può sgambettare a piedi nudi in un prato, perché Giò la rispetta e le regala le margherite, perché è libera davanti a un tramonto, perché ogni giorno è bellissimo.

Basta saperlo trascorrere.

Primo racconto classificato al concorso letterario “Le donne si raccontano” istituito dalla Consulta pari opportunità del Comune di Alessandria.

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