Per tutte quelle cose, di Cecilia Minisci

universo

Un giorno a te io voglio raccontare

il significato più bello delle cose,

di quelle che ho imparato fino ad ora

quando la notte entra, adagio e silenziosa

col suo mantello concavo sopra la sua Terra;

allora parlerò di ogni cosa, che posso vedere là,

dove il mio sguardo arriva; e lo farò per te solo

con voce lieve e con il cuore vuoto da ogni ombra,

per le stelle sospese su nel cielo da una forza

che la fisica ci spiega; per i numeri, a volte un po’ imprecisi,

che abbiamo imparato a usare nel calcolo del tempo.

E quanti ce ne sono, chi lo sa, che hanno misurato

indecifrabili distanze fra i pianeti,

per cui l’umano ingegno poi si ferma

e libera il pensiero che si perde,

poi l’interpretazione si consegna ai sogni;

pregherò, pensando a interminabili viaggi,

per tutti i naviganti che solcano le onde sopra i mari

con l’ansia e la certezza di partire e dentro all’anima

l’incertezza di arrivare, e anche il timore,

chissà, di  non tornare;

per la nostra luna, che lassù come sovrana regna

quando lauta in pienezza appare tutta intera,

o quando timida si fa e nasconde la sua faccia

come se per distrarci dalle terrene cose;

e io per lei al cielo chiedo sempre, se il male

sta quaggiù, solo sul nostro mondo

e se invece ancor più su, ancora più lontano,

dove gravitano da sempre instancabili i pianeti ,

c’è pace, c’è equilibrio, bellezza e armonia,

come qui in Terra noi…speriamo e immaginiamo.

foto: https://aforismi.meglio.it