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Reso noto il documento elaborato da Ires Piemonte, insorge il Mns e Saitta assicura: nessun taglio in provincia

MAURO FACCIOLO

ALESSANDRIA

È lite politica sullo studio di Ires Piemonte sul «riordino della rete ospedaliera e la costruzione di un nuovo ospedale nel Piemonte Sud Est» commissionato all’unanimità lo scorso autunno dal Consiglio regionale su proposta di Domenico Ravetti (Pd). La bozza dello studio è stata distribuita ora ai consiglieri. Gli esperti prospettano due opzioni: «Riordinare la rete ospedaliera e potenziare la rete territoriale», oppure «riordinare la rete ospedaliera con la realizzazione di un nuovo ospedale, trasformando i presidi di Acqui, Tortona e Novi». Con la costruzione di un nuovo ospedale multispecialistico con 350 posti letto, nell’area fra le due città , per gli ospedali di Novi e Tortona viene proposta l’alienazione. Mentre Acqui andrebbe dismesso. Insorgono il capogruppo del Movimento nazionale per la sovranità, Gian Luca Vignale, e il responsabile politico del movimento, Marco Botta, secondo i quali «anche l’Ires certifica il fallimento di Saitta e Chiamparino». Replica Ravetti : «Quello studio offre una base scientifica da cui partire per fare le valutazioni sul futuro della sanità, le polemiche sono incommentabili». Interviene anche l’assessore alla Sanità, Antonio Saitta: «Smentisco fermamente che la giunta regionale abbia allo studio alcuna ipotesi di chiusura per gli ospedali di Acqui Terme, Tortona e Novi o di trasformazione per gli ospedali di Casale e Ovada. Nessuno di questi provvedimenti è contenuto nel Piano di edilizia sanitaria approvato e nessun atto è previsto per il futuro in tal senso». Intanto si sono insediati i nuovi direttori generali dell’Azienda ospedaliera di Alessandria, Giacomo Centini, e dell’Asl Al, Antonio Brambilla. Come mandato dalla Regione hanno avuto quello di «abbattere le liste di attesa», la «digitalizzazione», ma anche di arrivare a una «forte integrazione» fra le attività delle due aziende sanitarie, l’Aso e l’Asl. Obiettivi che hanno voluto rimarcare insieme, ieri. Il neo direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Giacomo Centini, e il suo omologo dell’Asl Al, Antonio Brambilla, sono ad Alessandria dall’inizio della scorsa settimana e hanno cominciato a prendere confidenza con le loro aziende. Centini ha scelto di passare in rassegna i singoli reparti dei tre presidi ospedalieri, Civile, Infantile e Borsalino, per rendersi conto direttamente della situazione e incontrare gli operatori nel loro ambiente. Brambilla sta mettendo a punto un calendario di visite agli ospedali della provincia. «Lavoreremo in modo integrato sulla rete territoriale e su quella ospedaliera»sottolinea Brambilla, che da dirigente della Sanità in Emilia Romagna si è occupato proprio di tempi di attesa, Case della salute, assistenza territoriale. E Centini dice che lavorerà per «supportare le eccellenze all’interno dell’Aso, snellendo le procedure, il carico amministrativo e con un’attenzione per l’organico e le attrezzature».

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