Incidente è il salvagente, di Valerio Villari

Perché tu non sai
che il tuo volto
è solamente un maschera,
tu non lo sai
e forse un giorno
te ne libererai
ed è per questo
che non so riconoscerti,
non si può riconoscersi
e dunque
posso solo costruire versi,
come quelli
della cornacchia
ché la cattiveria
mai invecchia,
come quello
del coccodrillo
che suona come
quello del martello
del falegname
che inchioda il
barcone.

Quante maschere
indossate?
Quante voci
intonate,
stonate?
Ma come non
siete stanchi
di tenere le mani
poggiate sui fianchi
pronte a prendere
un fazzoletto
per tergere lacrime
nate per vostro diletto?

Lacrime senza anime,
anime senza mente,
anima che mente
la vostra mascherata,
mantenendo la falsa
ipocrisia celata:
un falso volto triste,
bugiardamente indignato,
che l’amore,
quello vero, investe!

Accidente, incidente
fu il salvagente
e quella gente
ancora muore
tra le vostre
inutili parole

e non sapete
che una maschera
indossate?

Valerio Villari
Luglio 2018