come un tarlo.

diario di un meteoropatico

Cerco tra le virgole,
leggendo tra le righe e
gli album di foto che
mi hai donato, i ricordi
che abbiamo sepolto.

Eppure ti cerco ancora.
Assaggiando ogni intercalare,
tra le vie tutti ti somigliano.
Faccio amicizia con una mosca,
compagnia fedele oggi, mentre
lo strusciare della matita
risuona nella stanza.
E cerco ancora senza pensarci.

Se avessi saputo che eri lì,
non sarei mai andato a
sbattere nei vicoli più bui.
Se avessi saputo che eri dentro me
non mi sarei mai perso in viandanti
per poi ricordarne solo l’olezzo.

Vorrei tu fossi la mia famiglia,
il mio rapporto extraconiugale,
una bugia detta sottovoce
che rivela una verità dogmatica.
Noi, voci al telefono,
conduttori della stessa onda,
capelli arruffati dal sesso.

Vedo due volte la stessa ora,
mi sembra tutto superfluo.
Ti accarezzo da una foto,
un accennato profilo al carboncino.
Sei la mia attesa quotidiana e
l’involucro dei…

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