Magnifico quel gesto, di Costantino Marco

Magnifico quel gesto
veloce delle dita
che spazzava un’ombra
di presenza immaginaria
dal tuo seno
che fece vibrare il fiore ricamato
sulla bianca camicia di batista.
Due ciocche bionde di capelli
pendevano sulle tue spalle
regolari e docili come
i declivi lievi del Chianti,
mentre mi osservavi
con occhi tristi e distanti
sopra il tuo naso etrusco.
Le begonie e i giaggioli
profumavano il vento del tramonto
che filtrava a tratti dal giardino
con tiepide folate
allertando i gatti sulle ringhiere. Fingevo di assopirmi sulla sdraio
sbirciando in tralice la tua figura
che leggiadra frugava
con sguardo distratto
ogni angolo d’intorno
come fosse un ricordo.
Perché torni la luce soffusa
degli antichi momenti
non occorre più ormai
la presenza amata,
nascosta da sempre
nei ricordi, mi basta ora
solo guardare le cose
coi tuoi occhi.