su Repubblica intervista di Simonetta Fiori ad Andrea Camilleri: “C’è un consenso per le tesi estremiste di Salvini che mi ricorda quello del 1937”

"Strane cose", il blog di Ettore

«Leonardo Sciascia raccontava che, alla vigilia dell’avvento del fascismo, chiesero a un contadino cieco come vedesse il futuro. E il contadino rispose: cu tutto che sugnu orbo, la viu nivora. Con tutto che sono cieco, la vedo nera. Ecco, la stessa cosa potrei dire io oggi».
In un afoso pomeriggio di luglio, Andrea Camilleri soppesa le parole, come se gli facesse fatica farle andare. Ormai percepisce solo ombre e incede a passo lento, ma la sua energia vitale è contagiosa.
«Sa cosa mi dispiace?
Io non soffro per niente dell’umor nero del tramonto, come lo chiamava Alfieri. Non ho rimpianti per il passato. Però questo è davvero un brutto passaggio nella storia italiana che temo non abbia paragoni con altri periodi».
Anche nel suo ultimo Montalbano, appena uscito in libreria, s’addensano minacciose le nubi dell’attualità (Il metodo Catalanotti, Sellerio). Un romanzo singolare per l’ambientazione teatrale, per l’eccentricità della vittima che…

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