La cucina, di Francesco Colaci

La cucina, di Francesco Colaci

La cucina

Nel bilocale arredato , con cucina abitabile ,Pippo aveva stabilito la sua torre d’avorio , il limite invalicabile circondato da filo spinato .
-Alt! Da qui non si passa.Non ho bisogno di nessuno,io!-si ripeteva soddisfatto.
Aveva sistemato tutto per bene: l’impianto stereo,la musica classica ,la libreria e la TV in salotto ; distribuito i libri
in accordo con i suoi luoghi preferiti di lettura: un romanzo sulla sedia , accanto al divano, un “mattone” di filosofia ,uno di psicologia insieme ad un giallo sul comodino, nella camera da letto ;qualche fumetto sulla lavatrice vicino al water, mentre nel mobiletto del corridoio aveva nascosto un paio di video cassette porno ,caso mai, in un momento di debolezza , gli venisse voglia di cercare compagnia, fuori casa .
Di rado entrava in cucina , non si trovava a proprio agio . Ci metteva il naso solo per aprire il frigorifero e bere un po’ d’acqua, sorvolando sul mezzo limone ammuffito , sul latte scaduto ed il prezzemolo ingiallito.Il tavolo poi, per quanto cercasse di “occuparlo” con vassoi da frutta ,gli sembrava vasto quanto uno stadio vuoto.

Rientrando dal lavoro , la sera , Pippo , tirava dritto in salotto e dopo aver acceso la TV
prendeva posto sul divano ;cenava di solito con un panino appena acquistato e una birra.Finalmente solo , senza scocciatori intorno.
Il fatto che lo costrinse a diventare protagonista di questa storia avvenne in una notte come tante altre .Spenta da poco la TV ed infilatosi sotto le coperte , Pippo ,reggeva con una mano il Simenon , mentre con l’altra accarezzava Sissi, la sua gatta, quando gli parve di sentire dei rumori…come di stoviglie in contatto tra loro ,provenienti dalla cucina .Da principio non credette alle proprie orecchie , diede uno sguardo alla gatta che continuò tranquillamente a sonnecchiare ed a fargli le fusa.Smise di accarezzarla , si concentrò su ciò che succedeva in cucina .Adesso , quei rumori simili
al tintinnio delle posate nei piatti ,li percepiva più chiaramente . Pensò di alzarsi dal letto e raggiungere la cucina …
-E se poi disturbo gli ospiti con la mia presenza ?
– No , è meglio che resti al mio posto -disse tra se .
Fece un altro tentativo ,abbozzò un :”Chi è ?”
Niente , nessuna risposta.
Spense la luce , ripose il giallo sul comodino e rimase vigile fino al completo ritorno del silenzio.
Non poteva però far finta di nulla , doveva pur darsi una spiegazione !Gli studi di medicina
lo aiutarono a formulare un paio di ipotesi : poteva trattarsi di un’allucinazione uditiva ,(può succedere a chi si isola troppo) o la proiezione esterna di una rappresentazione della sua mente…non è forse questa una delle modalità con la quale l’Inconscio si manifesta?
Pippo sembrò soddisfatto di quella spiegazione,ci dormirò sù, poi domani , con calma ,rifletterò sull’accaduto -pensò tra se ,mentre si sistemava il cuscino.
E
invece ,durante la notte , si svegliò di soprassalto ,sudato , pallido , ansimante , con il cuore in allarme . Ma come aveva potuto sottovalutare un evento del genere ? Non capita tutti i giorni che l’Inconscio si manifesti in maniera così eclatante cosa vorrà mai suggerirmi di così urgente?
Sentiva , dal profondo,l’impellenza di una spiegazione-decisione che ponesse termine alla propria angoscia .
All’improvviso tutto gli sembrò più chiaro:il tipo di “vita” che si era organizzato necessitava una svolta radicale .Che stupido che era stato : trascurare per tanto tempo la cucina .
Proprio il luogo dove “si mettono le mani in pasta”…per esser coinvolti ,magari in coppia,in un progetto, in un’impresa;dove si gettano i piatti per terra …per esprimere la propria rabbia ;dove , di tanto in tanto , si usa il forno…per gustare un dolce in compagnia , mentre io -continuava a riflettere Pippo – ho sostituito il forno col porno.
La cucina come luogo dove si recita a soggetto,senza copione per l’appunto.Senza doppiatore, nessuna controfigura …senza maschera!
Questo e chissà quanto altro ancora voleva suggerirgli il suo inconscio scegliendo di manifestarsi proprio nel locale meno frequentato .
Pippo cominciava già a stare meglio ,ora,gli mancava solo la scelta di un bravo esperto che lo aiutasse . Gli venne subito in mente il nome del suo prof di psichiatria . Chiuse gli occhi e si addormentò ,finalmente sollevato.

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